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Premio Capalbio Guerra sul marchio

Aringoli (Fondazione Epokè) attacca gli organizzatori che l’hanno scaricato. «Vogliono scipparmi l’evento»

CAPALBIO. «Il Premio Capalbio scippato senza titolo dagli organizzatori del nuovo Premio Magenta. Contro di noi una grave campagna denigratoria fondata sulla diffusione di informazioni del tutto prive di fondamento e su una grossolana strumentalizzazione». Così Gianni Aringoli, avvocato e rappresentante della Fondazione Epokè, smentisce le notizie diffuse dai gestori commerciali di Capalbio che lamentavano migliaia di euro non pagati. «Per quanto riguarda i pagamenti richiesti da Francesco Guerreschi gestore dell’agriturismo Le Guardiole presso il quale alloggiarono gli ospiti del Premio negli anni 2008, 2009 e 2010 - dice Aringoli - vi è controversia tra le parti in ordine all'entità dei pagamenti richiesti»: il legale contesta ne l’entità. Anche le targhe che secondo un negoziante di Orbetello non sarebbero state pagate, secondo Aringoli «erano a completo carico della Provincia di Grosseto come avvenuto sin dall’istituzione del Premio. Un impegno peraltro ribadito dal presidente della Provincia sul palco di Capalbio alla presenza dello stesso sindaco il 29 agosto 2009. Sebbene non fossimo tenuti, abbiamo provveduto, a causa dell’inadempimento della Provincia, a corrispondere ai fornitori delle targhe l’importo di 4.500 euro: quindi, non solo la Fondazione non è debitrice nei confronti dei fornitori delle targhe, ma è addirittura creditrice della Provincia per il rimborso della somma. Ancor più infondate - dice lui - le illazioni sul presunto credito vantato dal ristorante Lupacante di Orbetello. Il gestore non ha avuto alcun rapporto con il premio Capalbio: le sue pretese si riferiscono alla trattativa per la vendita del suo ristorante. Quanto alle pretese del tassista, infine, sono del tutto fantasiose. Il signore ha svolto alcuni servizi nell’ambito della manifestazione, assumendo però, in più occasioni, comportamenti sopra le righe, che ci avevano indotto a non avvalerci più della sua opera. Spiace rilevare come il sindaco Bellumori abbia ritenuto di dover fortemente ostacolare lo svolgimento di una manifestazione di prestigio internazionale adducendo a motivazione le rivendicazioni di queste persone, nei confronti dei quali sarà intrapresa ogni opportuna azione anche in sede penale. La Fondazione reagirà nei confronti di episodi o comportamenti da cui possa derivare una lesione dei diritti suoi o dei propri esponenti. È di questi giorni la conferma dell’iniziativa riguardante la istituzione del cosiddetto “Premio Piazza Magenta” e del fatto che gli organizzatori hanno preso contatto con gli autori designati come vincitori del Premio Capalbio invitandoli a partecipare come vincitori (per le stesse opere) alla manifestazione appena istituita. Il che viene a configurare una “appropriazione” dell’operato della Fondazione Epokè e del lavoro da essa svolto per l'edizione 2012 del Premio Capalbio. Abbiamo saputo che ad alcuni autori è stato comunicato solo un “cambiamento di data”, senza tuttavia precisare che la manifestazione fissata per la nuova data non è il Premio Capalbio ma il neo costituito Premio Piazza Magenta».

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