Calcioscommesse, Grosseto retrocesso in Lega Pro

È il verdetto della Commissione disciplinare. Accolta le richieste della procura federale di un'ulteriore penalizzazione di 3 punti. Cinque anni di squalifica per il presidente Piero Camilli che dice: "Nessuna prova contro di me". Appelli dal 20 agosto davanti alla Corte di giustizia federale

    Grosseto retrocesso in Lega Pro. È questo il verdetto della Commissione Disciplinare nell'ambito del processo sul calcioscommesse. Stessa decisione per il Lecce. La Procura federale ha chiesto e ottenuto la retrocessione in Lega Pro con penalizzazione di 6 punti per i pugliesi e di 3 per i toscani. Oltre alla perdita della Serie B, Lecce e Grosseto pagano con l'inibizione per cinque anni dell'ex presidente dei pugliesi, Andrea Semeraro, e del patron dei toscani, Piero Camilli, anche lui sanzionato dalla Commissione Disciplinare a 5 anni. Per entrambi, la Procura Federale aveva chiesto anche la preclusione. Appelli dal 20 agosto davanti alla Corte di giustizia federale.

    «È stata emessa una sentenza senza capo nè coda. Non ci sono prove contro di me. I giudici non hanno creduto alla mia parola, ma hanno dato credito a una persona che è stata in carcere». Così Piero Camilli - che oltre a essere patron del Grosseto Calcio, è presidente del Consiglio provinciale di Viterbo e sindaco di Grotte di Castro - ha commentato la sentenza della Commissione Figc. «Insieme con i miei legali - ha aggiunto Camilli - stiamo lavorando all'appello. Lotteremo fino all'ultimo per dimostrare la mia innocenza e per far tornare il Grosseto in Serie B».

    IL LEGALE DEL GROSSETO CALCIO: "LOTTEREMO"
    «È una sanzione gravissima e irreparabile, se dovesse essere confermata, per il proseguimento del calcio a Grosseto, e quindi il presidente Camilli vuole urlare la propria estraneità e lo farà in tutti i modi nel secondo e terzo grado di giudizio». Mattia Grassani, avvocato del Grosseto, ha commentato così la sentenza della Commissione Disciplinare che, nel processo al Calcioscommesse, ha escluso il club toscano dal campionato di competenza di Serie B 2012/13, demandando al Consiglio federale l'assegnazione a uno dei campionati di categoria inferiore (Lega Pro).   «Confidavamo in una valutazione differente - ha ammesso Grassani -, il presidente Camilli è molto contrariato, ma c'è anche molta voglia di reagire e combattere e di proseguire tutti i gradi di giudizio».

    L'avvocato ha poi sottolineato l'esito differente che hanno avuto i due procedimenti, uno basato sugli atti della Procura di Cremona, l'altro della Procura di Bari, in cui la Disciplinare ha riconosciuto sette proscioglimenti totali (tra cui i calciatori della Juve, Bonucci e Pepe) e uno parziale (quello dell'ex barese Nicola Belmonte, condannato invece per la presunta combine di Cesena-Bari).    «La decisione che dirime i fatti provenienti dalla Procura di Bari ha avuto un vaglio critico e ha portato a molti proscioglimenti - le parole di Grassani - mentre il procedimento che proviene da Cremona è stato accolto totalmente dalla Commissione Disciplinare rispetto ai deferimenti elevati dalla Procura.  C'è stata una diversa valutazione e trattamento rispetto ai due filoni. È verosimile che ci siano differenti crediblità rispetto ai collaboranti Masiello da una parte e Carobbio, Gervasoni e gli altri dall'altra, ma la differenza è netta». «Per quanto riguarda il Grosseto, ci sono incongruenze e vuoti logici sul ritiro pregara di Ancona-Grosseto che fanno ben sperare e lasciano asperto uno spiraglio anche per il secondo e terzo grado».

    IL SINDACO DI GROSSETO AI TIFOSI: "CALMI C'È L'APPELLO"
    Grosseto in subbuglio dopo la sentenza di primo grado ma le istituzioni gettano acqua sul fuoco e chiedono ai tifosi di mantenere la calma. «Credo che Piero Camilli sia un personaggio scomodo nel mondo del calcio - ha detto il sindaco Emilio Bonifazi -. Credo che sia stata fatta un'ingiustizia. Sono state prese delle decisioni che vanno comunque rispettate e invito i tifosi a mantenere la calma perchè ci sono altri gradi di giudizio». È intervenuto sul tema anche il presidente della Provincia, Leonardo Marras: «Esprimo la mia personale vicinanza al presidente Camilli e all'Unione sportiva Grosseto. La sentenza di primo grado del giudice sportivo è profondamente ingiusta: dar credito alle parole senza riscontro di alcuni, non può essere la base per mortificare un'intera città e i suoi sportivi. Siamo convinti delle ragioni del Grosseto e del suo presidente e ancora convinti che esista una giustizia giusta». «Confidiamo nell'accoglimento del ricorso per permettere di misurare il valore sportivo del Grosseto sui campi della serie B dove merita di rimanere per tutto ciò che è stato fatto con onestà fino ad oggi, nonostante l'inquinamento dei cialtroni che hanno vestito questa maglia indegnamente». Il deputato del Pd, Luca Sani, ha commentato la sentenza dicendo che «la giustizia sportiva è sommaria nel valutare elementi d'accusa evanescenti. E' giusto il ricorso della società ed è auspicabile che nel frattempo la giustizia ordinaria faccia chiarezza».

    10 agosto 2012

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