Stop liberalizzazioni il Comune annulla l’aumento dei taxi

Cancellata la delibera che portava le licenze da 17 a 20 ma il settore è in ginocchio: «A Grosseto non si lavora più»

    di Lorenzo Santorelli

    GROSSETO. Dopo il braccio di ferro tra l’esecutivo Monti ed i tassisti che, rispetto ai propositi iniziali, ha visto prevalere una linea più edulcorata sulla liberalizzazione della categoria, anche il Comune di Grosseto ha ingranato la retromarcia cancellando il previsto aumento delle licenze.

    Il decreto governativo istituisce un authority per la regolazione dei trasporti che dovrà fornire un parere preventivo, ma non vincolante, in base ai nuovi parametri introdotti. L’organismo però non ha ancora preso forma e in ogni caso l’ultima parola spetterà a Regioni e Comuni secondo le rispettive competenze. Tra quelle dei municipi per l’appunto c’era e ci sarà la gestione del numero delle autorizzazioni. La giunta del capoluogo con una delibera adottata ad aprile del 2010 aveva stabilito l’aumento delle licenze dei taxi da 17 a 20 e delle autovetture a noleggio con il conducente da 9 a 15. A quel primo passo avrebbe dovuto seguirne un secondo, ovvero l’indizione di un bando di concorso per assegnarle. Ma quel secondo passo non è mai stato compiuto ed a distanza di due anni la nuova giunta Bonifazi ha deciso di revocare la delibera. A Grosseto non si sono viste le schiere di auto bianche paralizzare il traffico come accaduto a Roma, tuttavia basta parlare con qualcuno dei tassisti maremmani per tastare il polso alla categoria.

    «Sarebbe stato un colpo mortale – dice uno di loro appoggiato alla centralina telefonica della stazione che non squilla da ore – in tutta la mattinata non ho avuto nemmeno un cliente. Durante l’ultimo turno di notte ho guadagnato dieci euro». «Sarebbe incomprensibile un incremento del numero dei taxi – aggiunge un altro - a fronte di una diminuzione dei clienti». Il ragionamento dei due tassisti successivamente si estende alla congiuntura economica complessiva, in particolar modo quella riguardante il “sistema Grosseto”.

    «I treni sono stati tagliati dalla Regione, l’aeroporto non decolla, le terme non sono mai state aperte, le aziende chiudono ed anche gli alberghi ospitano sempre meno turisti. In questa situazione il numero dei passeggeri non potrà che diminuire». Le spese invece crescono in maniera inversamente proporzionale. «Pago 1250 euro di assicurazione annua solo per il mestiere che faccio, nonostante sia in prima categoria e non abbia mai fatto un incidente. Tra poco ci sarà un rincaro della tariffa del 30%, circa 400 euro in più, al quale sommare il prezzo del carburante schizzato alle stelle».

    Quello della benzina è un altro dei punti del cahiers de doleances. «Noi offriamo un servizio pubblico ma dallo Stato riceviamo solo 300 euro all’anno di rimborso delle accise». Il bando di assegnazione è visto come uno spauracchio dai tassisti perché eliminerebbe quella che un altro chiama «la mia liquidazione». Il motivo è presto spiegato. «Le licenze verrebbero date gratuitamente. Noi invece le abbiamo pagate e non avremmo la possibilità di rivenderle».

    Se per le tariffe delle corse vige il dirigismo poiché vengono prefissate dai comuni, il prezzo di una licenza è invece determinato dalla mano invisibile del mercato. «A Grosseto oscillano tra i 20mila ed i 40mila euro, nella Capitale arrivano anche a 150mila euro. Qui in realtà siamo 15 perché due colleghi hanno avuto dei problemi di salute e non possono più guidare. Nemmeno loro riescono a trovare acquirenti e ci sarebbe un danno anche per le loro famiglie». Che in Maremma il settore non sia florido lo dimostra anche l’assenza di storture come quella degli abusivi o dei contrasti sindacali. «Nessuno di noi fa parte di alcuna sigla – spiega Simone Pierozzi – io però sono il rappresentante di un gruppo di sette iscritti alla Cna che in quell’organizzazione ha il proprio punto di riferimento». I tassisti plaudono alla decisione del Comune di tornare sui propri passi ma escludono che ciò sia scaturito da un’azione di lobby. «Non abbiamo mai fatto pressioni e stiamo ancora attendendo di essere ricevuti dall’Amministrazione per capire cosa ci aspetta quando la nuova authority diventerà operativa».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    20 aprile 2012

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