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Rivoluzione traghetti La “Giuseppe Rum” va a Moby-Toremar

È ufficiale: Maregiglio affitta la motonave alla concorrenza Da marzo i collegamenti marittimi perdono una unità

ISOLA DEL GIGLIO

L’accordo è fatto: la motonave “Giuseppe Rum”, ammiraglia della Maregiglio, passa alla Moby-Toremar. Ne dà conferma l’amministratore della compagnia gigliese, Gabriele Rum. «Il passaggio doveva essere già fatto - spiega Rum - ma l’emergenza della Costa Concordia, che ha richiesto di infittire i collegamenti, ha fatto slittare tutto». Il passaggio ufficiale è previsto a marzo, ma non tutti festeggiano.

Il cambio di bandiera della motonave, da una compagnia all’altra delle uniche due in servizio tra il Promontorio, Giglio e Giannutri, ha sollevato perplessità nel mondo politico locale prima ancora di essere ufficializzato. Facciamo un passo indietro per capire cosa succede nelle acque del Canale.

La Maregiglio possiede una flotta di tre motonavi-traghetto: “Giuseppe Rum” e “Isola del Giglio” in servizio tra Porto Santo Stefano e il Giglio, e “Dianium”, da e per Giannutri (345 passeggeri e 12 veicoli). “Giuseppe Rum”, varata nel 2005, è la più nuova e la più capiente. Lunga 51,60 metri, può trasportare 633 passeggeri e 40 auto, raggiunge i 16 nodi e ha una stazza di 496 tonnellate. “Isola del Giglio”, 61 metri per 748 tonnellate, porta 595 passeggeri, 40 veicoli e non supera i 12 nodi. Per la Toremar sulla rotta Giglio-Argentario è stata finora in funzione la motonave-traghetto “Aegilium”, 632 tonnellate di stazza, con una capacità di 250 passeggeri d’inverno e 380 d’estate, 15 auto, e che viaggia a 14 nodi.

All’inizio di febbraio la Toremar è stata acquistata dalla Moby. In Maremma, però, il cambiamento sarà lo stesso mal digerito da alcuni.

Moby-Toremar ha infatti preso in affitto la “Giuseppe Rum” dalla Maregiglio e, per i prossimi dodici anni (questa la durata del contratto), la metterà in funzione sulla tratta finora servita dalla “Aegilium”. Quest’ultima motonave doveva essere spostata sulla tratta per Capraia, ma secondo le ultime notizie che arrivano dalla compagnia, per motivi tecnici lo spostamento non avverrà.

In ogni caso un fatto è certo: non potrà continuare a navigare perché il contratto di servizio prevede che la Toremar abbia un traghetto in funzione tra Porto Santo Stefano e l’isola. Dunque, dentro la “Giuseppe Rum” e fuori la “Aegiulium”. Costo del biglietto e orari rimarranno gli stessi, perché sono dettati dalla Regione, né comparirà la scritta “Moby” sulla fiancata, perché le due società continueranno a operare separatamente.

A questo punto, però, i collegamenti navali tra Giglio e Argentario perdono un’unità di trasporto. Se “Giuseppe Rum” passa a Toremar e Toremar toglie “Aegilium”, solo due navi rimangono a far la spola tra Giglio e terra ferma, “Giuseppe Rum” per Toremar e “Isola del Giglio” per Maregiglio. E 380 passeggeri che d’estate venivano traghettati con “Aegilium” rimangono a terra. Ma non solo loro.

«Un problema che è stato inspiegabilmente trascurato riguarda il destino dell’equipaggio della “Giuseppe Rum” che passando all’altra compagnia perderanno il lavoro», spiega il consigliere di minoranza gigliese, ed ex sindaco, Attilio Brothel. «È un dramma per l’isola e gli isolani - prosegue il consigliere - perché sono 15-20 persone, cioè 15-20 famiglie. Dovranno solcare altri mari, se vogliono continuare a portare a casa lo stipendio, magari l’oceano cioè mari lontani. I sindacati sono rimasti zitti su questo e non abbiamo sentito neppure la voce del sindaco Ortelli su questo aspetto. Addirittura all’inizio la voce che circolava era che la “Aegilium” dovesse solo andare a fare la consueta manutenzione annuale».

A dicembre sulla vicenda era intervenuto anche il consigliere provinciale di Sinistra per Grosseto, Valentino Bisconti, denunciando la «forte limitazione del trasporto marittimo» e un «considerevole impatto ambientale», perché, dice, «la “Giuseppe Rum” consuma

fino a tre volte di più della “Aegilium”» (circostanza che la Moby smentisce). Bisconti aveva annunciato battaglia in tutte le sedi istituzionali per scongiurare la possibilità di questo passaggio. L’accordo invece si è trovato e a marzo sarà operativo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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