Consorzio Etruria, no al concordato

Il Comune rifiuterà la proposta di incassare solo 600mila dei 2,8 milioni di credito che vanta con l’azienda

    di Francesca Ferri

    GROSSETO

    Il Comune di Grosseto dice “no” alla proposta di concordato preventivo del Consorzio Etruria. Il misero pagamento di poco più di un terzo del credito che l’amministrazione vanta sull’azienda edilizia, proposto dai commissari giudiziali, è senza mezzi termini «inaccettabile» per piazza Duomo. Che dunque voterà pollice verso all’udienza di lunedì a Firenze, nella quale tutti i creditori di Consorzio Etruria ormai in crisi (dipendenti, ditte, amministrazioni pubbliche...) dovranno esprimersi sulla proposta di concordato per scongiurare il fallimento dell’azienda.

    Consorzio Etruria doveva costruire in città il Peep di via De’ Barberi, dieci lotti su cui sarebbero sorte palazzine per decine di appartamenti. Per quest’opera, nel 2007 Consorzio Etruria avrebbe dovuto pagare all’amministrazione grossetana 3 milioni e 700mila euro di oneri di urbanizzazione, ma di quei soldi ne mancano 700mila. E non sono gli unici.

    Tenendo conto dei conguagli che riguardano la definizione degli oneri patrimoniali, il Comune ha calcolato che il debito complessivo di Consorzio Etruria verso il bilancio grossetano ammonta a 2.879.924,89 euro. A questi soldi, che comprendono i 700mila predetti, vanno aggiunti interessi, spese e pure 696 euro di multa per un verbale di contestazione del codice della strada.

    I conti sono stati verificati con i rappresentanti dell’azienda qualche mese fa, dunque non ci sono dubbi sul loro ammontare. Ma difficilmente il Comune riavrà i soldi.

    Per capire il motivo serve un piccolo passo indietro. Quando si accetta un concordato si rinuncia a una parte dei crediti vantati. La misura del versamento viene stabilita dai commissari giudiziali, che dividono i creditori in classi e danno una corsia preferenziale ai cosiddetti creditori privilegiati: dipendenti, fornitori, enti previdenziali, Fisco, cassa integrazione; quindi le banche e a scalare tutti gli altri.

    Nel caso di Consorzio Etruria i creditori sono stati divisi in sette classi e il Comune di Grosseto è stato inserito nella numero 4, quella dei creditori chirografari (il cui credito, cioè, non è assistito da garanzie), cioè non è stato ritenuto un creditore privilegiato.

    Per questo, fatti i conti, i commissari giudiziali hanno stabilito che al Comune sarebbe spettato il 35,9 per cento del suo credito, vale a dire poco più di un terzo. Ma non c’è stato tempo di ingoiare l’amaro che la percentuale è scesa ancora, al 34,4 per cento, dopo che i commissari hanno deciso di modificare le sorti del Consorzio attuando una scissione societaria parziale.

    Il Comune, insomma, riuscirebbe a portare a casa appena 617.199,61 euro su 2.880.620,89. Una cifra che lo stesso ente ritiene «esigua», tanto più che arriverebbe in cassa non prima del 2016.

    «La proposta del commissario giudiziale è largamente insufficiente rispetto alla natura dei crediti», spiega l’assessore comunale al Bilancio, Paolo Borghi. «E siccome il Comune esprime il suo voto all’adunanza dei creditori che si terrà il 30 gennaio, voteremo no».

    Il Comune, dunque, riavrà i suoi soldi o anche una parte di essi? «Vediamo come votano gli altri - spiega Borghi - perché per far passare il concordato serve la maggioranza».

    In ogni caso, che siano 600mila euro, qualcosa di più o qualcosa di meno, una cosa è certa: i soldi che mancano li dovranno pagare, come al solito, i cittadini.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    26 gennaio 2012

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