La mobilitazione per la bambina di 8 anni contesa adesso passa dal web e dai parlamentari europei
GROSSETO
Una pagina Facebook creata dal centro antiviolenza Olympia de Gouges dal titolo “Per il bene di Jasmin, una bambina contesa e una legge assurda”. L'annuncio del presidente della Provincia Marras di un incontro a Bruxelles con gli europarlamentari tedeschi affinché si interessino della questione. La lettera del sindaco di Roccastrada Innocenti al borgomastro di Zeiskam, città tedesca gemellata con il comune maremmano. Le missive di decine di singoli cittadini indirizzate ad istituzioni, ambasciate e giornali italiani e stranieri.
Scorre attraverso più anelli la catena umana che la Maremma sta erigendo a difesa di Parisa Arefi Doost e della figlia Jasmin. La bambina di 8 anni, nata in Italia da genitori sposatisi nel nostro paese, è al centro di una disputa legale dopo che un tribunale, la Pretura di Kempten, l'ha affidata al padre tedesco. L'uomo, Peter Rainer Paeplow, era arrivato fino a Roccastrada per vedersi consegnare la figlia ma a seguito di un malore della bambina ed alla mobilitazione degli insegnanti e dei genitori dei compagni di classe, i giudici minorili hanno deciso di differire il trasferimento di Jasmin. Una boccata di ossigeno per Parisa ma per arrivare ad una conclusione giudiziaria occorrerà aspettare la conclusione di due iter. Quello del Tribunale di Monaco di Baviera sull'impugnazione del procedimento presentata dai legali della madre.E quello davanti alla Cassazione sul ricorso, annunciato dall' avvocato della madre ma non ancora presentato, contro la decisione del Tribunale dei Minori di Firenze che, confermando quanto stabilito dai giudici tedeschi, ha di fatto avallato il trasferimento della bambina in Germania.
Intanto però il territorio si sta muovendo a più livelli contro quella che viene percepita come un'ingiustizia verso una madre che in maniera coatta rischia di essere separata dalla figlia. «Sarò a Bruxelles il 31 gennaio per incontrare i nostri europarlamentari – ha annunciato il presidente della Provincia Marras – loro dovranno mediare con i colleghi tedeschi per chiarire la questione». Al centro delle preoccupazioni e delle critiche è lo Jugendamt. La pagina facebook promossa dal centro antiviolenza la descrive come “un' istituzione voluta nel ‘39 dal fondatore delle Ss Heinrich Himmler e mai abrogata che attribuisce i figli allo Stato e non ai genitori”. «Ci sarà un motivo se sono state presentate decine di denunce presso il Parlamento Europeo e la Corte europea dei diritti dell'uomo» si chiede Parisa prima di ringraziare «tutti quelli che mi sono stati vicini. Sto avvertendo il sostegno della Maremma senza il quale non potrei più nemmeno sperare». La madre è stata convocata giovedì al Tribunale dei minori dove si recherà con l'avvocato Laura Cossar. «Mi hanno detto di non portare mia figlia con me ed è meglio così. Jasmin è in terapia da un neuropsichiatra infantile, si sveglia la notte per il terrore di essere portata in Germania. Vorrei mandarla a scuola ma per adesso non è possibile, siamo distrutte entrambe».(l.s.)