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Rubano triciclo a un disabile
Ora non può più muoversi

L'appello della mamma: «Può spostarsi solo con quello». Il mezzo, che era stato acquistato grazie al contributo dell'Asl, è stato sottratto vicino a  casa del giovane. E si tratta della seconda volta in due anni

Alessandro ha quasi 28 anni e da sette riesce a spostarsi grazie a una bicicletta speciale, comprata con il contributo dell' Asl. Ma qualcuno gliel' ha rubata. E per lui è stato come tornare in prigione. Il furto - lo speciale triciclo rosso era legata a un palo, vicino a casa, in piazza Brennero - è avvenuto probabilmente nella notte tra venerdì e sabato. E non è la prima volta che qualcuno prende di mira quel triciclo speciale. Due anni fa, Alessandro fu lasciato a piedi un'altra volta. E la mamma Patrizia Rabiti torna oggi a lanciare un appello, proprio come aveva già fatto due anni fa: «Vi prego, chi ha visto o sa qualcosa si faccia avanti. Per mio figlio quel triciclo è importantissimo».

Da anni Alessandro Bruggio si sposta a bordo di questa bicicletta, dopo che, nove anni fa, un incidente gli cambiò la vita. Il giovane aveva appena conseguito la maturità quando con la sua Renault Clio nel luglio del 2003 andò a schiantarsi contro un furgone. Le conseguenze furono drammatiche. Mesi di ricovero in ospedale, anni di riabilitazione per tornare finalmente a muoversi. E quel triciclo, quella bici un po' speciale che serve ad Alessandro per girare la città, è sparita da sotto casa. «Era legata al palo con una catena - racconta Patrizia - e ieri mattina, quando Ale è andato a prenderla per andare in piscina, ha trovato quella brutta sorpresa». Il suo triciclo rosso, che ha come segno di riconoscimento un adesivo del comico Beppe Grillo sul manubrio e un pianale nero, non c'era più. «È un mezzo molto costoso ma che non ha mercato - spiega la donna - ma soprattutto è molto difficile ottenerlo dall'Asl. Come si fa a rubare un triciclo che serve a una ragazzo per muoversi?». Una domanda che aspetta risposte.

Come quelle che furono date dai carabinieri di Grosseto due anni fa, quando la bici di Alessandro fu rubata. «I carabinieri l'hanno ritrovato qualche giorno dopo, dietro un condominio - spiega Patrizia - accanto al liceo. Era stato visto da alcune persone che abitavano lì vicino». La donna ieri mattina è andata alla caserma dei carabinieri a sporgere denuncia. Disperata, con la voce rotta dalle lacrime. «Non si tratta del valore del triciclo - spiega - ma si tratta della possibilità o meno che ha un ragazzo di fare una vita normale o di restare chiuso in casa. Senza quel triciclo Alessandro non può muoversi». Forse chi l'ha rubato pensava che quello fosse un mezzo pittoresco o di valore. Invece è molto di più. È quello che dà la possibilità ad Alessandro di muoversi, di uscire, di andare in piscina, di incontrare i suoi amici. «Se qualcuno vede quella bici - aggiunge mamma Patrizia - ce lo faccia sapere, lo dica a noi o ai carabinieri».
Perché da ieri mattina, da quando Alessandro è uscito da casa per andare a nuotare e non ha trovato il suo triciclo, la sua vita non è più la stessa. «E questo - aggiunge la donna - non è uno scherzo».

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