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Pitigliano senza anestesista

Anziani preoccupati: «Qua siamo lontani da tutto» Ma è in arrivo la piazzola per l'elisoccorso Pegaso

 PITIGLIANO. L'ospedale di Pitigliano, posto nell'estremo lembo della Toscana meridionale a pochi km dal confine laziale costituiva un punto di riferimento strategico per un bacino di utenza ben oltre le diecimila persone. E che ora rischia di perdere anche la figura dell'anestesista al pronto soccorso.  Infatti le due dottoresse entrate in servizio (una terza arriverà a febbraio), hanno specializzazioni diverse. Hanno vinto il concorso ed è tutto in regola, ma qualche preoccupazione c'è.  Fra l'altro l'utenza è in gran parte anziana e che ora teme che un punto di riferimento possa... perdere altri pezzi. «Il punto nascita - osserva Rita Desideri - venne chiuso circa 20 anni fa e da allora, far nascere un bambino a Pitigliano può essere un'odissea; per i bambini piccoli, attualmente c'è un ambulatorio che funziona solo per alcune ore al giorno tra Sorano e Pitigliano e solo su appuntamento». In pratica se la pediatra manca o ci sono problemi al di fuori dell'orario previsto, occorre recarsi al locale pronto soccorso e, quasi sempre, partire per Grosseto dove c'è un pronto soccorso pediatrico. «Il reparto di chirurgia - osservano altri cittadini - è stato chiuso da anni nonostante la grande efficienza dimostrata e l'alto numero degli interventi chirurgici considerata l'affluenza anche di pazienti laziali. Fino ad un mese fa c'era un chirurgo a disposizione 24 ore su 24, adesso non c'è più nemmeno quello: viene saltuariamente a fare attività ambulatoriale, per cui se ci sono casi in cui necessita la figura professionale del chirurgo occorre prendere la strada o di Orbetello o di Grosseto».  Poi c'è il problema relativo alla piazzola dell'elisoccorso notturno che durante il periodo invernale inizia all'imbrunire: ad oggi il Petruccioli non ha una piazzola a disposizione, perché il limitrofo campo sportivo è utilizzabile dall'elicottero soltanto nelle ore di luce. Attualmente sono in corso i lavori per la sua realizzazione che, salvo imprevisti, dovrebbero concludersi ad aprile al Piano.  Un altro disagio si crea quando l'emergenza del 118 viene impiegata per un trasferimento centralizzato: in questo caso un vastissimo territorio rimane scoperto per
ore facendo riferimento alla postazione d'emergenza di Manciano, che comunque potrebbe essere a sua volta impegnata. Il radiologo non è disposizione in orario continuato e a volte fare un'ecografia risulta un'impresa per niente facile.

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