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Rampa, c'è l'ok al progetto

Scivolo al Duomo: via libera dalla Conferenza dei servizi

 GROSSETO. Ci sono voluti dieci anni di burocrazia e otto soggetti diversi, nella conferenza dei servizi col Ministero, per approvare il progetto della rampa per disabili al Duomo di Grosseto. Ma alla fine tutti si sono messi d'accordo: via libera allo scivolo.  Anni e anni di progetti al palo, controproposte e "no" da parte della Soprintendenza, del Ministero o dei vari enti interessati. Alla fine tre giorni fa la sala del consiglio comunale di Grosseto ha ospitato la conferenza dei servizi più importante, con tutti gli interlocutori istituzionali chiamati a decidere sul progetto vincitore (Ministero, Soprintendenze, etc). L'accordo c'è stato ma ripercorrendo l'iter era tutt'altro che scontato.  A giugno il progetto dei giovani Simone Rusci, Giosuè Ariganello, Bernardo Claus e Giulio Conti si era aggiudicato il concorso di idee promosso dall'Ordine degli architetti di Grosseto, ma non aveva ricevuto l'imprimatur definitivo della commissione e della Soprintendenza (anzi, delle tre Soprintendenze accavallate in corso d'opera) per via di due passaggi delicati: il materiale della rampa in cor-ten (un tipo di acciaio) e l'integrazione con una colonna romana la cui presenza è parsa diventare incompatibile con lo scivolo. Ad agosto uno stop: i quattro architetti sono stati chiamati a riformulare la loro proposta riguardo ai materiali e alla fusione tra rampa e colonna (quest'ultima da ricollocare o inglobare nella rampa). Intanto gli enti sono aumentati: non una appunto, ma ben tre Soprintendenze; e come se non bastasse intorno alla colonna è nato un "giallo": mentre si pensava a spostarla si è scoperto che nessuno sapeva di chi fosse (punto sostanziale per il pagamento delle spese): del Comune, della Provincia o della Curia? Sono iniziate ricerche di archivio; si sono mossi gli storici.  Contemporaneamente i progettisti hanno ripensato il loro studio e in Comune si sono riuniti otto interlocutori per decidere. Le tre Soprintendenze (una presente con la Soprintendente Emanuela Carpani, le altre due rappresentate dalla Direzione regionale del ministero per i Beni e le attività culturali), il Comune (ufficio patrimonio e urbanistica), i vigili urbani, la Diocesi, il Capitolo della Cattedrale, l'Ordine degli architetti e il gruppo di progettazione.  Il nuovo progetto è finalmente piaciuto e prevede che la rampa sia realizzata in pietra anziché in cor-ten (la stessa pietra degli scalini della Cattedrale), e che la colonna sia spostata di circa un metro verso piazza Dante.  Le Soprintendenze e il ministero hanno rilasciato il nulla osta per lo spostamento dell'opera e per i nuovi materiali proposti: la rampa si farà.  «A
questo punto - dice Rusci - inizia la fase progettuale vera e propria in cui saranno effettuate in via definitiva le verifiche tecniche sul monumento. Il progetto finale sarà presentato al Comune che dovrà rilasciare il permesso a costruire entro 60 giorni». Sempre che non arrivino altri intoppi.

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