Esplodono in mare gli ordigni bellici

18 bombe sono state fatte brillare nelle acque dell'Argentarola

    di Renzo Wongher  PORTO S. STEFANO. Nonostante la grande profondità in cui sono stati fatti esplodere, hanno lasciato ugualmente una traccia di candida spuma sulla superficie del mare i 18 ordigni che ieri mattina, a circa tre miglia a ovest dell'Argentario, gli artificieri del Nucleo Sdai (Sminamento e difesa antimezzi insidiosi) del Dipartimento militare marittimo di La Spezia hanno fatto brillare. I residuati bellici erano stati rinvenuti la scorsa settimana durante un'immersione nelle acque di fronte all'Argentarola, a una profondità di 15 metri circa, dal tecnico fanalista Piero Buselli. L'ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano aveva emesso apposita ordinanza di interdizione dello specchio acqueo interessato per un raggio di 100 metri dal punto del ritrovamento in attesa, appunto, dell'intervento degli Artificieri. Dopo un primo sopralluogo subacqueo nel pomeriggio di giovedì, ieri mattina i militari hanno provveduto a mettere in sicurezza gli ordigni, a imbracarli opportunamente e a trasportarli in mare aperto, in un punto individuato dall'ufficio circondariale marittimo, a distanza e profondità adatte a non provocare danni alla fauna marina. È stato proceduto quindi al brillamento, operazione a cui ha partecipato, garantendo la cornice di sicurezza e la necessaria assistenza, una motovedetta della Capitaneria di Porto Guardia Costiera, la 530 di Talamone.  Si trattava di diciotto proiettili di artiglieria di medio calibro risalenti alla 2ª guerra mondiale, potenzialmente pericolosi anche se i interamente ricoperti dalla vegetazione marina.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    10 settembre 2011

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