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Rampa del Duomo, scelti i vincitori

Premiato il progetto di quattro giovani architetti grossetani Alla Diocesi erano arrivate 45 proposte, poi ridotte a undici

 GROSSETO. Ci sono tre gruppi di giovanissimi architetti grossetani ai primi posti del concorso di idee per la rampa del Duomo.  Al primo posto, con 90 punti, c'è però un solo gruppo: quello che ha presentato il progetto "Passoduomo", composto da Giosuè Ariganello, Simone Rusci, Bernardo Claus e Giulio Conti. Al secondo e terzo posto due proposte che secondo la Diocesi hanno davvero messo in difficoltà la commissione: "Muratura" (87 punti) di un pool di architetti grossetani, Andrea Sordini, Giovanni Tombari e Michele Viti, e quella di professionisti del mestiere riuniti nell'eterogeneo gruppo grossetano-parmensi (85 punti): Paolo Zermani, Giulio Basili, Lisa Carotti, Fiorentino De Martino. Martedì il vescovo illustrerà il progetto vincitore.  Ieri la commissione, formata dagli architetti Pia Pietrangeli (ministero), Pietro Pettini (presidente ordine), Giovanna Chionsini (Provincia), ingegner Mario Santini (commissione diocesana arte sacra), don Desiderio Gianfelici, don Piero Caretti, Massimiliano Frascino per le associazioni grossetane dei diversamente abili e dalla dottoressa Olivia Bruschettini (segretaria), ha aperto le buste. «La commissione - si legge nel comunicato della Curia - ha votato in modo unanime e solidale tutti le proposte giunte presso la segreteria. Il difficile cammino verso la proclamazione del vincitore ha previsto ben 5 faticosi incontri, svoltisi tra maggio e giugno, che hanno visto la commissione riunirsi per lunghe ore, al fine di valutare in modo sistematico e minuzioso ogni idea progettuale». Sono arrivate 45 proposte, 41 ritenute subito ufficiali, mentre 4 non pertinenti agli articoli del bando. Una successiva scrematura ha escluso ulteriori 7 progetti che non si attenevano ai decreti necessari per la prosecuzione della corsa verso la vittoria. Poi in gara sono rimasti solo 11 progetti. Le riunioni sono continuate con altri 2 incontri, mantenendo sempre l'anonimato di ogni singolo progetto, che rimaneva contrassegnato da un motto scelto dal concorrente.  Ieri, infine, c'è stata la scelta fra gli ultimi cinque progetti. «Con serietà e professionalità i componenti della giuria hanno schedato ogni singolo progetto assegnando un voto conforme agli articoli contrassegnati nel bando stesso. Una volta posizionati sul tavolo i lavori dei 5 finalisti, ammirati per la semplicità, il meritevole impatto ambientale commisurati con l'antico monumento della nostra Cattedrale grossetana, risalente ad un passato glorioso e molto antico,
si è deciso di aprire finalmente i plichi che avrebbero svelato il nome, oppure i nomi dei vincitori».  Al quarto posto un raggruppamento di architetti veneti: Attilio Santi, Imelda Cargnello, Francesca Campagnoli, Marco Lanza. Mentre al quinto posto c'è l'architetto foggiano Vincenzo Bonfitto.

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