Un grossetano nel gotha degli chef

Alessio Biagi per Vissani è il "talento emergente" del centro Italia Con Giulia Montefiori coppia formidabile ai fornelli di Canapone

    di Francesca Ferri  GROSSETO. È grossetano l'astro nascente della cucina italiana. Alessio Biagi, 29 anni, chef di uno dei ristoranti storici di Grosseto, "Canapone" in piazza Dante, ha vinto insieme alla "compagna di cucina" e coetanea Giulia Montefiori il riconoscimento più prestigioso tra quelli per giovani talenti dei fornelli: il "Premio miglior chef emergente del centro Italia" edizione 2011, organizzato da Witaly e che si è svolto domenica e lunedì scorsi a Cremona. Lucchese di nascita, in Maremma da quando aveva 16 anni, Alessio ha strabiliato la giuria con un piatto che non ha lasciato briciole: baccalà con crema patate e zucchine, salsa citronette e gelato al timo per passare la prima prova; animelle con crema di patate, porri e patate croccanti per conquistare il primo gradino del podio tra dieci semifinalisti provenienti da sei regioni. E in giuria non c'erano assaggiatori qualunque, ma veri e propri guru dell'alta cucina italiana come Lucio Pompili, Mauro Uliassi e, soprattutto, Gianfranco Vissani.  «Che per me è un'icona», spiega con sincera modestia Alessio. «Ed è stata un'emozione essere premiato da lui - spiega - anche se il riconoscimento devo condividerlo tutto con Giulia Montefiori, figlia di Luciano, il titolare del "Canapone", con la quale c'è un grande feeling e affiatamento in cucina. Insieme ci mettiamo davanti alla stufa, sperimentiamo e concepiamo così i nostri piatti».  Era questo, in fondo, che sperava di fare Alessio fin da bambino, quando sbirciava in cucina, allungandosi in piedi per raggiungere un mestolo sul tavolo e dare una mano a mamma e nonna a preparare il ragù. «Ho sempre voluto fare questo mestiere - spiega Alessio - e per questo ho frequentato l'istituto Alberghiero, prima a Pisa e poi qui a Grosseto, dove sono arrivato passando da Pitigliano in uno dei tanti trasferimenti richiesti dal lavoro di mio padre che è carabiniere». La prima esperienza professionale tra i fornelli è alla "Pizza in piazza" di Saturnia «dove sono rimasto per due anni e mi sono fatto le ossa», racconta. Poi per sei anni e mezzo il giovane talento se lo aggiudica il ristorante "Da Caino" a Montemerano. «Quando sono entrato in quella cucina - spiega Alessio - sapevo appena tenere in mano mestolo e padella; è stata Valeria Piccini, la chef, a insegnarmi tutto ed è a lei che io mi ispiro».  Dopo sei anni Alessio sbarca in città e arriva a "Canapone". E qui la folgorazione. «Ho conquistato qui la mia specializzazione in cucina - spiega il giovane chef - ed è grazie alla famiglia Montefiori che ho potuto esprimere tutta la mia creatività». Qual è il segreto? «Semplicità, bellezza e tanta passione - spiega - e fare piatti semplici ma ricchi di gusto, legati tradizione, ma anche innovativi che esaltino sempre il sapore degli alimenti, che non va mai cambiato».  Una strategia vincente per Alessio, che era alla sua prima partecipazione a un concorso di cucina. E, già da ieri, anche chi non era a Cremona può gustare lo stesso i capolavori di questo maestro del cucchiaio. "Canapone" non si è fatto certo sfuggire l'occasione e sia il baccalà che le animelle sono già sul menù del ristorante. «Siamo molto soddisfatti - gongola Luciano Montefiori, titolare del "Canapone" - anche perché il nostro è un team fatto di tutti cuochi giovani. Alessio segue due linee di cucina, "Canapone" e "Canapino", e in quanto a volontà è un campione». Come del resto lo sono i suoi piatti.
    24 aprile 2011

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