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Il caso letterario è maremmano

Nasce qui il libro "cult" dei precari italiani

 GROSSETO. Ha origini maremmane il caso letterario e fenomeno marketing del momento. Il romanzo "Alice senza niente", candidato a diventare il manifesto di una generazione di precari e un modello per i pubblicitari d'ogni dove, ha un "papà" grossetano d'adozione. Le avventure di una «scienziata politica aspirante cassiera di supermercato» escono infatti dalla dalla penna o, per meglio dire, dalla tastiera di Pietro De Viola.  Originario di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, Pietro vive da tre anni a Grosseto da dove sta facendo conoscere il destino dell'homo precarius italiano a tutto il mondo. Grazie a una trama in cui migliaia di lettori di riconoscono e a un tam tam informatico a costo zero senza precedenti. «È innanzitutto un'opera letteraria - spiega l'autore - frutto di un lungo lavoro di stesura e revisione, ma è anche un progetto di marketing studiato in ogni dettaglio».  Una specie di samizdat (in russo, "edito in proprio") del XXI secolo che, proprio come le pubblicazioni sovietiche fatte in casa, De Viola ha confezionato da solo, computer e internet al posto di fogli e penna, ma con lo stesso principio: divulgare il più possibile un testo, non potendo usare canali ufficiali. Anche se nel suo caso il "fai da te" ha ragioni puramente economiche e al posto dei dissidenti politici degli anni '70, in "Alice senza niente" c'è chi, negli anni '70, era appena nato.  Protagonisti sono infatti i trentenni di oggi, venuti su a pane e precariato, costretti a rinnegare laurea e aspirazioni e senza lavoro. Come la protagonista, Alice - alter ego di Pietro - laureata con lode, precaria e sognatrice. Un profilo a cui non sfugge l'autore stesso, coetaneo della sua creatura letteraria, dottore in Scienze politiche e precario a sua volta.  «Ho fatto volantinaggio - spiega Pietro - lavorato come cassiere e agente immobiliare». E dopo esperienze all'estero è tornato in Italia, dove non è sfuggito alla sorte dei coetanei. «Con niente soldi in tasca - prosegue - non c'era da sperare che una casa editrice pubblicasse il libro. Internet era il veicolo migliore». "Alice senza niente" è nato come ebook e si scarica gratuitamente da www. alicesenzaniente.altervista.org da dove si accede anche al blog.  Un romanzo autobiografico? «Non del tutto - spiega Pietro - è frutto di diverse testimonianze. I lettori ci si riconoscono. Ricevo decine di email al giorno di chi, come Alice, ai colloqui nasconde la laurea per avere più chance di essere assunto».  Grazie al battage pubblicitario che ha preceduto la pubblicazione sul web, lo scorso 28 ottobre, si è creata un'attesa esplosa in ben 954 download in sole ventiquattro ore, oggi arrivati a 10mila in Italia ein tutto il mondo. Dagli Usa all'Australia e perfino a Kuala Lampur si scaricano e si leggono le avventure di Alice nel paese dei precari.  Potrà un libro cambiare le cose? «Al di là di un romanzo - spiega Pietro - ci deve essere un intervento legislativo. Io sono ottimista, forse le cose stanno per cambiare. Giorni fa Draghi ha detto che serve stabilizzare i precari. Presto il contenuto del libro apparterrà al passato».  E forse anche quel "precario" stampato sul destino di Pietro presto sbiadirà. La fortuna planetaria dell'operazione "Alice senza niente" ha suonato la sveglia in diversi studi di marketing che già si contendono De Viola. Magari, alla fine un lavoro ci scappa. «Sicuramente arriverà un contratto con una casa editrice - spiega - perché, al di là della qualità letteraria, per un editore "Alice
senza niente" è una miniera d'oro a costo zero».  A quel punto anche Pietro sarà pronto al grande salto. «Immagino che presto dovrò lasciare Grosseto - spiega - anche se mi dispiace». Ma per acciuffare le meraviglie a volte serve il coraggio di fare un salto nel buio nella buca del Bianconiglio.

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