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L'amore al tempo dei capelli bianchi

Giovanni Veronesi e l'amore per Roccamare: «Ho voluto Bob nel cast per avere la cittadinanza onoraria a Castiglione della Pescaia»

 GROSSETO. Continuare a parlare d'amore. Racchiudere in un manuale sensazioni ed emozioni. Quelle che fanno battere ancora il cuore. E scegliere la Maremma, la casa vera, quella che racchiude i ricordi del regista Giovanni Veronesi. Una vita tra Prato, Roma e Roccamare.  Per il terzo atto di quella che vorrebbe far diventare una "pentalogia", Veronesi ha scelto la Maremma. Grosseto e Castiglione, dove oggi si girerà l'episodio con Scamarcio, la sua compagna Valeria Solarino e Laura Chiatti.  Ha senso continuare a parlare d'amore?  «Sì, nella misura in cui rappresenta una crescita. Qui racconto tre fasi, quello della gioventù, quello della maturità e quello della vecchiaia. Il terzo, forse, è quello che colpisce di più. Perché c'è ancora la voglia di pretendere qualcosa dalla vita».  È riuscito ad avere nel cast Robert De Niro. Come ha fatto?  «I miei dicevano che ho la faccia di tolla, di mota. Ci ho provato ed ho avuto fortuna. Ma il mio sogno resta quello di girare il film che non farò mai con il cast che non avrò mai. Certo, questo è uno dei punti più alti della mia carriera».  Lei è molto legato a Roccamare, e oggi sarà con De Niro a Castiglione.  «Ho portato De Niro lì apposta. L'anno scorso ho detto che avrei voluto la cittadinanza e non me l'hanno data. Voglio vedere se questa è la volta buona. Scherzi a parte, ho moltissimi amici e a Castiglione mi sento più a casa
che a Prato».  C'è sempre un ospedale nei suoi film, perchè?  «Non lo so. Ho perso babbo e mamma da poco. E per un periodo io e mio fratello ci siamo incontrati in una corsia dove accompagnavamo i nostri genitori a fare la chemio. Forse in questo modo, trasformo l'ospedale in una speranza».

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