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Fu costruita nel 1940 dal finanziere Carlo, è rimasta disabitata per più di 50 anni

Da Feltrinelli al "furbetto del quartierino"

 PORTO S.STEFANO Chi spenderà oltre 21milioni di euro per quella villa, 34 stanze a strapiombo sul mare con annessi venti ettari di terreno, l'eliporto e una torre saracena del '400, l'accesso privato al mare e la casa del guardiano, non acquisterà soltanto un immobile. Ma comprerà memorie e simboli di un'Italia recente che non c'è più. La villa a Porto Santo Stefano la chiamano ancora con il nome di chi l'ha voluta proprio su quel tratto di promontorio. Carlo Feltrinelli, che la fece costruire nel 1940. Feltrinelli morì poco dopo. E nel 1943 quelle stanze furono abitate dalla vedova Giannalisa e dal marito Luigi Barzini junior. Il fascismo era caduto, Mussolini arrestato. E Barzini, che era al confino ad Amalfi, fece i bagagli e arrivò all'Argentario. Con loro c'erano i figli di Carlo Feltrinelli, Giangiacomo, allora diciassettenne e Antonella, insieme alla figlia della coppia, Ludina. Vissero per due anni a Villa Cacciarella. E lì nacque Benedetta, la secondogenita della coppia. Nel 1945 caddero le bombe su Porto Santo Stefano, villa inclusa. Tra gli ospiti c'era Dino Buzzati, ex compagno di liceo della vedova Feltrinelli. Scapparono dalla villa, abbandonando Giangiacomo che durante la notte era andato a Porto Ercole con alcuni amici. Quando tornò sulla villa a picco sul promontorio, scoprì che la sua famiglia era sparita. Senza di lui. E non riuscì a perdonare alla madre e al marito questa decisione. Per qualche tempo, Giangiacomo Feltrinelli restò nascosto a casa del giardiniere, per lasciare poi l'Argentario per sempre. Dalla primavera del 1944 Villa cacciarella era rimasta vuota. Fino a quando non fu venduta, nel 2000, per sei miliardi di lire. Tanti soldi. Niente, in confronto alla cifra per la quale quella residenza da sogno finirà ora all'asta per la quarta volta. Dal 2000 in poi però, le cose cambiano. Cambia la finanza, cambiano i sistemi di acquisizione degli immobili. Chi ha pagato sei miliardi di lire per Villa Cacciarella agli eredi della «vedova più ricca d'Italia»?. Una società straniera, che pare però servisse a coprire il
vero nome dell'acquirente, il laziale Angelo La Starza che nel 2000 era candidato per Alleanza Nazionale in un collegio romano alle elezioni europee. La Starza ha sempre negato di essere il proprietario della villa. Comprata da Ricucci per 34milioni di euro da una società offshore con sede a Vaduz.

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