Un paese stretto nel dolore

Ieri i funerali del barista morto in sella alla sua moto

    di Paolo Mastracca  PITIGLIANO.  E' stato un saluto struggente quello a Massimo Volpicelli, un saluto dove gli sguardi ed i silenzi talvolta sono stati più significativi delle parole. Da due giorni Pitigliano non sembra più lo stesso, da quella maledetta ora in cui la giovane vita di Massimo si è fermata sull'asfalto a pochi chilometri da casa, in giro si vedono soltanto volti tristi. I giovani non hanno voglia di scherzare e gli adulti hanno lo sguardo smarrito di chi non sa dare risposte a tragedie troppo grandi per essere spiegate ed assimilate. Il saluto a Massimo è iniziato intorno alle 17 a Pitigliano, è lì che è iniziato il suo ultimo viaggio verso San Giovanni delle Contee, la piccola frazione di Sorano di cui è originaria mamma Franca. In tanti hanno seguito il carro funebre, è quasi sembrato che nessuno volesse distaccarsi da Massimo e dalla sua voglia di vivere. Ha celebrato il rito funebre il parroco don Gian Pietro Guerrini ed ha concelebrato il parroco di Pitigliano don Luca Caprini. Nell'omelia don Gian Pietro ha sottolineato come in questi momenti sia difficile trovare risposte a domande che sorgono spontanee. In questi due dolorosi giorni mamma Franca, babbo Augusto ed il fratello Daniele si sono chiesti il perchè di una simile tragedia. don Gian Pietro ha detto che nessuno sa offrire risposte efficaci e si è affidato alle parole di Dio leggendo alcuni passi del Vangelo sul mistero della resurrezione. In chiesa è stata letta una lettera scritta dagli amici di Massimo che si sono rivolti con grande affetto alla famiglia Volpicelli. Una folla enorme ha partecipato, il corteo funebre era già all'interno del cimitero molti ancora dovevano uscire dalla chiesa. Il parroco don Gian Pietro ha detto che a memoria di uomo non aveva mai visto nulla di simile a San Giovanni delle Contee. Massimo Volpicelli era molto legato a questo piccolo paese dove aveva trascorso gli anni dell'infanzia insieme ai nonni. Proprio due mesi fa se ne era andato nonno Giuseppe ed in quella circostanza Massimo disse che un giorno avrebbe voluto riposare vicino a lui. Quasi una premonizione, e da ieri sera si trova vicino all'amato nonno Giuseppe, ma non è stato lasciato solo perchè dopo una caloroso applauso in tanti si sono fermati fino a tarda sera per restare insieme al loro amico, proprio come hanno sempre fatto in tante serate che hanno cementato un'amicizia ed un affetto inossidabile.

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    12 agosto 2010

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