La società punta su storia e prodotti del territorio

«Perché difendiamo la sagra di Albinia»

    di  Paolo Mastracca  ALBINIA.L'unione sportiva Albinia interviene nuovamente sul tema delle sagre. L'u.s. Albinia scrive che lo scopo della replica è "di rispondere a chi, con affermazioni generiche ha cercato di screditare il nostro operato". La risposta dell'u.s. Albinia si esprime in nove punti che abbiamo riassunto.  1. La sagra della gastronomia è la più antica del nostro territorio, ha 39 anni, molti di più di qualcuno di coloro che disprezzano le sagre non sapendo nemmeno di cosa parlano.  2. Il menù si attiene esattamente al regolamento comunale e si compone di quattro primi, quattro pietanze di secondo, tutte di pesce ad eccezione di due pietanze diverse (così come indicato nel regolamento) che sono tortelli maremmani di pasta fresca fatti a Fonteblanda e grigliata di suino dell'azienda agraria Cappelloni delle Querciolaie. Anche i vini sono tutti del territorio (fattoria Parrina e cantina Bruni). I derivati del pomodoro sono dello stabilimento Valfrutta di Albinia e alcuni prodotti di mare sono della Copaim di Albinia.  3. È una festa paesana dove per 15 giorni è l'unico posto dove si può ballare gratis senza l'obbligo di mangiare alla sagra. Le pietanze sono servite dai ragazzi delle squadre giovanili.  4. La società con la propria scuola calcio svolge un tipo di attività didattico-sportiva che è prerogativa solo di alcune società che danno alla Figc garanzie in termini di serietà, preparazione tecnica e affidabilità degli insegnanti. La quota mensile per ciascun ragazzo serve per rimborsare il costo del vestiario e a recuperare parte dei rimborsi versati agli insegnanti. Dalla categoria esordienti fino alla categoria juniores non viene richiesta nessuna quota.  5. La nostra società presenta al Comune di Orbetello il bilancio che tutti i cittadini possono visionare, compresi i consiglieri comunali che per primi sono tenuti a conoscere.  6. È fuori logica voler relegare le squadre di calcio locali alla partecipazione coatta dei campionati di prima, seconda e terza categoria, lasciando il campo dei campionati regionali di Promozione ed Eccellenza alle squadre fuori dal nostro comune, in clamorosa contraddizione con lo spirito sportivo che deve essere teso a competere per cercare di vincere e migliorarsi.  7. I veri ristoratori che hanno professionalità non subiscono la concorrenza delle sagre, e sarebbe fin troppo facile, seppure di cattivo gusto, fare esempi.  8. Al contrario di varie associazioni e consorzi non chiediamo sovvenzioni da Enti Pubblici ma vogliamo camminare con le nostre gambe. Ciò è possibile grazie ai proventi della sagra, oltre che alle liberalità ed ai contributi di soci e soggetti privati.  9. È necessario che il Comune, nell'assegnazione delle sagre e della relativa durata, tenga conto del soggetto richiedente che deve dimostrare la vera attività che svolge e come impiega le risorse.
    09 agosto 2010

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