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Gli anatemi dell'ex vescovo antigay imbarazzano la diocesi di Grosseto

Monsignor Agostinelli prende le distanze dal suo predecessore «Troviamo una soluzione, quei pensieri non ci appartengono»

GROSSETO. Tutto è cominciato a gennaio. Quando monsignor Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto, che ha guidato la diocesi fino al 2001, non ha resistito più al silenzio. E ha cominciato ad esternare i suoi pensieri al sito internet pontifex.it. Un blog di cattolici, che di moderato ha ben poco. A partire dalle parole di Babini, oggi ottantunenne, che si sta godendo la pensione a Sansepolcro, sua città natale. Parole che hanno scatenato le reazioni di tutta la società civile italiana e non solo. A partire da quell'attacco del gennaio scorso contro la comunità omosessuale. Bersaglio fu, allora, Nichi Vendola. Al governatore della Puglia, disse allora Babini, non darei mai la comunione. Poi l'attacco agli ebrei, quello agli islamici. Fino ad arrivare, parole di qualche giorno fa, a definire il fascismo «una dittatura all'acqua di rose». Parole che hanno imbarazzato la diocesi di Grosseto.

Tanto che il vescovo Franco Agostinelli ha deciso di prendere provvedimenti. «Sono davvero scocciato - dice - perché quelle parole non rispecchiano assolutamente il pensiero della nostra diocesi. Sono pronunciate da una persona anziana che parla per sé, non a nome della comunità dei cattolici di Grosseto». La prima reazione alle continue "sparate" di Babini è una netta presa di distanza. Che però non basta. Almeno a sentire il vescovo. «Babini è anziano e ha anche qualche problema di salute - dice - nei prossimi giorni cercherò di andarci a parlare. Questa situazione va affrontata di petto, perché così non si può andare avanti».

Se sia stato davvero Babini a pronunciare quelle parole o meno, non è dato sapere. Fatto sta che a gennaio, quando sparò a zero sugli ebrei, suscitando reazioni Oltreoceano, il presule affidò ad un comunicato della Cei una secca smentita. Sull'argomento però, c'è tornato più volte negli ultimi mesi. Ma di smentite, almeno ad oggi, nemmeno l'ombra. Ed ecco che la Diocesi, con il vescovo Franco Agostinelli in testa, ha deciso di passare al contrattacco. Di dire, a chiare lettere, che la comunità cattolica grossetana è ben distante da quelle posizioni.

«In città ormai lo sanno che questo modo di pensare non appartiene alla nostra chiesa - aggiunge monsignor Agostinelli - ma nel resto d'Italia e all'estero passa un'immagine di Grosseto e dei cattolici maremmani che è ben diversa dalla realtà». L'idea che in tanti si sono fatti, è che Babini, per l'età e per la malattia, le dica davvero grosse forse senza rendersene conto. «E quel sito amplifica le parole di una persona anziana - aggiunge Agostinelli - Non mi hanno mai cercato ma se mi chiamano, li pettino io». Monsignor Agostinelli è infuriato. Ieri sarebbe dovuto essere ad Arezzo per la festa del patrono. «Un'occasione per parlare con il vescovo Riccardo Fontana - dice - dove appunto vive monsignor Babini. Per capire cosa possiamo fare per smetterla di finire ogni settimana sui giornali per queste sparate». Intanto però, le parole del vescovo emerito di Grosseto
continuano a fare il giro del mondo. Su internet si moltiplicano i link alle sue note, su facebook tanti internauti rilanciano e commentano. Sui blog, le discussioni restano aperte. Fino alla prossima uscita.

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