di Federico Lazzotti
GROSSETO. Il sindaco netturbino bacchettato dalla Soprintendeza e segnalato alla Procura della Repubblica per aver pulito le mura della città senza le necessarie autorizzazioni ministeriali. La presunta irregolarità risale al 14 luglio. Emilio Bonifazi, la giunta e una cinquantina di ragazzini si presentarono al parco della Rimembranza armati di guanti e sacchi della spazzatura.
Indosso una maglietta bianca con la scritta rossa: «Ramazza e buon senso». L’obiettivo era dare l’esempio: rimboccarsi le maniche rispetto alla condizione di una zona del centro dove per anni hanno vinto vandali e trascuratezza.
A quanto pare però Bonifazi e i suoi consiglieri si sono fatti trascinare dall’entusiasmo del momento senza avvisare la Soprintendenza del loro piano in un’area vincolata. Il sindaco, il giorno prima del “ramazza day” s’è anche ricordato di un macchinario per la ripulitura di muri e monumenti imbrattati dagli spray che il Coseca aveva acquistato ai tempi della sua presidenza, e ha chiesto di portarlo per dare una cancellatina qua e là.
La macchina, che soffia un potente getto d’acqua e sabbia che pulisce per sfregamento, ha dato una spruzzatina al monumento ai caduti, rimuovendo alcune scritte colorite che deturpavano basamento e leoni.
Senonché la cosa è stata riportata da tutti i media che hanno seguito la giornata, ed è arrivata alle orecchie della Soprintendenza ai beni architettonici di Siena. La quale si è accorta che il monumento (realizzato nel 1929), pur di proprietà del Comune è sotto la sua tutela. E prima di pulirlo — anche per una semplice sciacquatina — chiunque deve passare attraverso il vaglio di tutte le autorizzazioni previste in questi casi da un decreto legge del 2004.
È scattata così, alla fine di luglio, una prima visita degli emissari della Soprintendenza a Grosseto: giro sulle Mura per controllare lo stato del monumento e colloquio in Comune per spiegare ai dirigenti come attingere a finanziamenti per questo genere di interventi facendo anche un ripassino sulle autorizzazioni necessarie per mettere in pratica certi interventi.
Alla fine dell’incontro funzionari di Comune e Ministero hanno pure pianificato alcuni interventi da attuare per risolvere una volta per tutte il problema delle mura. Primo fra tutte recintare il monumento ai caduti per scoraggiare i malintenzionati ed evitare altre scritte.
Intoppo diplomatico risolato? Evidentemente no. Il 9 agosto al Comune di Grosseto arriva la lettera firmata dai vertici della Soprintendenza con la quale si contesta all’amministrazione la violazione dell’iter procedurale seguito nell’opera di pulizia, in particolare per quello che riguarda il monumento ai caduti.
Il tono della missiva anche se è cordiale inserisce tra i destinatari per conoscenza, oltre al Comune, anche la Procura di Grosseto. Nel documento viene contestato il procedimento con il quale è stato eseguito l’intervento: senza dare comunicazione alla Soprintendenza e senza chiamare una ditta specializzata per rimuovere le scritte.
Adesso toccherà agli inquirenti decidere se aprire un fascicolo nei confronti dell’amministrazione oppure archiviare la segnalazione arrivata da Siena. Il sindaco con il suo comportamento ha procurato danni alla statua? E ancora: sono stati rispettate tutte le procedure previste dalla legge? Oppure il sindaco netturbino ha solo peccato d’iniziativa cercando di fare pulizia dopo anni di abbandono?
29 agosto 2009