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Momenti di gloria biancorossa
Tutte le tappe della cavalcata

Stagione 2008-2009. Sono state 44 le partite tra colpi di scena, gol, vittorie, amarezze ed esoneri E brucia ancora l'eliminazione dai playoff


GROSSETO. Il derby con il Livorno ha chiuso una stagione interminabile, con 44 partite giocate, caratterizzata da grandi soddisfazioni per gli sportivi biancorossi, ma anche ricca di colpi di scena, come l'esonero ed il ritorno di Gustinetti dopo l'addio a Ezio Rossi, le dimissioni di Nelso Ricci. Certo, il Grifone dall'attacco atomico ha subito qualche rete di troppo, ma alla fine c'è stato il lieto fine, con la conquista dei playoff. D'accordo che l'eliminazione dalla semifinale brucia, per la maniera in cui è maturata, ma non deve in alcun modo influire sul giudizio di un'annata indimenticabile, la più bella di sempre.
Abbiamo provato ad individuare le date più importanti e qualche dichiarazione destinata a rimanere nella storia.
7 settembre 2008. Dopo il blitz all'Arena Anconetani di Pisa, il Grifone cala il tris contro il Piacenza dell'ex Pioli e si ritrova, per la prima volta, solo in testa al torneo di serie B con 6 punti.
13 settembre. Il Sassuolo fa tornare sulla terra i biancorossi con un poker senza attenuanti.
20 settembre. Lazzari firma il prestigioso successo sulla corazzata Parma.
18 ottobre. Grifone inarrestabile: sotto di due reti con la Salernitana recupera e vince con un 6-2 tennistico.
22 novembre. Sforzini piega la Triestina a otto minuti dalla fine ed il Grifone ritorna solo in vetta dopo quindici giornate. Iachini a Sportitalia: «Il Grosseto arriva ai playoff».
29 novembre. A Vicenza l'arbitro Valeri annulla un gol regolare a Sansovini e non vede un fallo di Zanchi su Sforzini, poi il Grosseto ne prende cinque. Mai una sconfitta così pesante con Camilli.
13 dicembre. Il Rimini mette fine all'imbattibilità dello Zecchini e il presidente, infuriato, manda tutti in ritiro e lascia capire che Garofalo andrà a Siena.
19 dicembre. Un palo ed una traversa negano un meritato pareggio a Brescia nell'ultima gara dell'anno.
24 gennaio 2009. Il Grifone si ritrova e rifila quattro reti al Pisa con un uomo in meno. Camilli: «La nostra squadra è più forte di quanto si pensi».
31 gennaio. Pichlmann e Sansovini danno un altro dispiacere a Pioli. I biancorossi vincono in trasferta dopo tre mesi.
7 febbraio. Non basta la migliore prestazione dell'anno allo Zecchini per piegare il Sassuolo. Bressan blinda la porta ed un doppio Poli beffa i maremmani. Camilli cambia gli obiettivi: «Noi puntiamo ai playoff».
14 febbraio. Grosseto alla deriva, surclassato dal Parma, che vola con le doppiette di Leon e Vantaggiato. Camilli alza la voce nello spogliatoio: «Da domani si cambia tutto. Ritorna Cuccureddu».
15 febbraio. A sorpresa è Ezio Rossi il nuovo allenatore del Grosseto. Camilli sull'esonero di Gustinetti: «Ho allontanato il Gus a malincuore».
17 febbraio. Primo tempo di calcio champagne contro l'Avellino con tre reti nel giorno del debutto di Rossi. Rischi nella ripresa.
21 febbraio. Il Grosseto va sul 2-0 con il Livorno, ma un gol di Diamanti riapre i giochi e nella ripresa gli amaranto fanno un blitz rocambolesco. Rossi: «Così non possiamo andare avanti».
23 febbraio. Camilli viene convocato in Procura dopo aver lanciato sospetti al termine del derby con il Livorno: «Questo campionato puzza di scommesse».
2 marzo. Pichlman fa tremare la traversa, poi il Grosseto rimedia quattro sberle sul campo dell'Albinoleffe.
17 marzo. Un rigore di Sansovini ferma la marcia della capolista Bari, che schiuma rabbia per un gol annullato allo scadere. Polito esce tra i fischi. Ci penserà Rossi a far tornare la pace con i tifosi.
23 marzo. A Treviso viene annullato un gol regolare di Freddi, poi ad inizio ripresa Smit gela una squadra senza idee. Camilli: «Inguardabili».
24 marzo. Si dimette il direttore sportivo Nelso Ricci.
25 marzo. Il presidente Camilli richiama Elio Gustinetti: «Arrivo con grande entusiasmo».
17 aprile. Il Grosseto, con una zampata di Pichlmann, espugna Trieste e si rimette in corsa per i playoff. In gol tre attaccanti. Gus: «Hanno ritrovato la voglia di vincere».
21 aprile. Consonni e compagni dominano con l'Empoli, passano dallo 0-1 al 2-1, ma Pozzi gela lo Zecchini al 48' della ripresa.
2 maggio. Il Grosseto passa anche a Cittadella con i gol di Sansovini (rigore) e Vitiello e riacciuffa il sesto posto.
9 maggio. Pagano complica le cose ai torelli, ko a Rimini. Ma l'Ancona batte il Sassuolo e la corsa continua.
18 maggio. Mora e Pichlmann distruggono il Brescia nel primo tempo. Super Polito blinda la vittoria.
23 maggio. Non basta il missile di Cordova per vincere ad Ancona. Ma Brescia ed Empoli fanno il loro dovere ed i biancorossi rimangono sesti.
30 maggio. I playoff diventano realtà. Cordova apre e chiude contro il Frosinone. Camilli: «Saremo una mina vagante».
7 giugno. Le parole di Camilli si materializzano, con un secondo tempo strepitoso, i maremmani stendono il Livorno nella semifinale d'andata dei playoff. Decidono sui corner battuti da Cordova, che pesca prima Freddi di testa, poi Abruzzese in semirovesciata. Impazziti di gioia gli 8000 spettatori (record) presenti allo Zecchini. Gustinetti fa il pompiere. «E' ancora dura».
11 giugno. Finisce nel peggiore dei modi la corsa del Grosseto verso la serie A. All'Armando Picchi, con 1500 tifosi al seguito, risponde al rigore di Tavano con una prodezza di Sansovini, imbeccato ancora una volta dal cileno Cordova, ma poi inizia lo show dell'arbitro Celi, che espelle prima Abruzzese e, dopo tre gol livornesi, Garofalo, Freddi e Consonni. Il Comandante Camilli, diventato sindaco di Grotte di Castro, tuona: «Ci hanno fatto il pacchetto». Si associa anche Corioni, il patron del Brescia alle parole del presidente grossetano.
12 giugno. Camilli, inibito fino al 31 luglio per le dichiarazioni del dopogara a Livorno, ribadisce l'intenzione di lasciare la società:
«Iscrivo la squadra alla serie B e me me vado».
13 giugno. Il Tg1 annuncia che Ernesto Bertarelli, patron di Alinghi, è interessato all'acquisto del Grosseto. L'amministratore di Colle Massari Claudio Tipa ed il presidente Camilli smentiscono immediatamente le voci.

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