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Il sindaco che salvò l’Argentario

Una guerra di dieci anni contro il mattone e i criminali del fuoco.

ARGENTARIO. Suni, la “Signora dell’Argentario”, ci ha lasciato. E lascia un gran vuoto in quel promontorio che elesse a suo angolo di paradiso fin dagli anni Sessanta, quando venne ad abitarvi in una splendida villa sul mare, a Santa Liberata, per il quale ha sempre portato nel cuore un amore grande, vero, profondo. Un amore che l’ha spinta ad impegnarsi in prima persona anche sulla scena politica locale, nonostante in Casa Agnelli ci fossero state perplessità iniziali su questa scelta, e l’ha portata ad amare e ad essere amata per lo spirito di intraprendenza, per la spigliatezza che le facevano saltare le pastoie della burocrazia e andare direttamente al sodo. L’essere una Agnelli sicuramente la favoriva in questo senso.

Non solo per il peso del nome che portava quanto per la mentalità che le aveva dato l’aria di Casa Agnelli. Susanna Agnelli ha segnato con la sua presenza la storia stessa del Promontorio dei Re, del quale prese in mano lo scettro - lei repubblicana - in un momento difficile per questa terra. Dopo le invasioni di cemento degli anni Sessanta cioè, quando da Roma calarono come novelli Lanzichenecchi imprenditori a caccia di miliardi da razziare coprendo di cemento il verde e rovinando i paesaggi mozzafiato di questo territorio unico. Allora l’Argentario era infuocato dalle polemiche. E dal fuoco di quelle polemiche emerse Susanna Agnelli che scese in politica e nel 1970 venne eletta consigliere comunale nella lista del Partito Repubblicano. Consigliere attivo, presente e pressante, Susanna Agnelli, tanto da essere rieletta a furor di popolo e divenire sindaco nel 1975, e per guidare poi sempre come primo cittadino un monocolore fino al 1980. Quindi fu sindaco di una giunta di cui faceva parte anche il Pci, fino al 1982; e ancora resse un monocolore che ebbe poi l’appoggio della Dc. Rimase sindaco dell’Argentario fino al 1984 quando lasciò la fascia tricolore a Florio Zolesi. Vale la pena ricordare che durante i suoi mandati l’Argentario ebbe, oltre a lei, altri nomi illustri. Uno fra tutti l’ex Governatore della Banca d’Italia, Guido Carli, che fu assessore al bilancio nel 1980, chiamato proprio dalla Suni. Eletta parlamentare nel 1976 e nominata prima sottosegretario e poi ministro degli Esteri nel governo Dini, Susanna Agnelli rimase consigliere del Comune di Porto Santo Stefano fino al 1985, quando lasciò il suo posto in consiglio al figlio Lupo Rattazzi.

«La ricordo - dice Mauro Schiano - come una persona sensibile alle problematiche di natura ambientale. Una persona che riusciva a vedere oltre al quotidiano e che improntava le cose nel lungo periodo». Proprio così e anche per questo è rimasta nel cuore e nella storia dell’Argentario. I suoi dieci anni di sindaco furono segnati da due incendi terribili, il primo nel 1976, l’altro nel 1981. Chi visse quei giorni terribili ricorda Suni Agnelli che, insensibile alla fatica, guidava le operazioni di soccorso e l’opera dei vigili del fuoco e delle squadre antincendio. Non le guidava dal “palazzo” del municipio, ma correndo sul fronte del fuoco, facendosi trasportare in sella ad una moto. Dando così anche un esempio e facendo forza agli uomini che lottarono fino alla stremo delle forze, anche grazie al suo incitamento. Fu proprio in queste occasioni che Suni Agnelli si superò. Si arrabbiava perchè era impossibile entrare da terra nel cuore dell’incendio e le venne in mente come in altri paesi, in Francia ad esempio, usavano gli aerei per attaccare le fiamme. Alzò il telefono, chiamò il suoi amico Giscard D’Estaing e si fece prestare un paio di aerei anti-incendio. Furono i due velivoli arrivati dalla Francia a domare finalmente il fuoco. Fu proprio dall’esempio dell’Argentario che si decise di allestire anche in Italia una flotta di Canadair, che oggi è normale utilizzare ma che allora erano una novità.

A Susanna Agnelli, fra le molte realizzazioni all’Argentario, ha legato il suo nome anche al prezioso lungomare di Giugiaro, come si chiama oggi. Fu lei ad avere l’idea e fu lei a chiamare lo stilista per chiedergli di studiare e realizzare qualcosa di bello. E di quel lungomare Porto S. Stefano va giustamente orgogliosa. Ma è sul fronte dell’ambiente che Susanna Agnelli ha lasciato un segno indelebile: l’opera di ricostruzione del verde divorato dalle fiamme, la decisione di bloccare il cemento dove il fuoco aveva fatto deserto, l’opporsi con tutta la forza del suo nome a chi voleva trasformare l’Argentario in una colata di cemento,
da immolare al dio quattrino. Susanna Agnelli ha dato molto all’Argentario. E anche se per il suo carattere deciso qualcuno non l’aveva a cuore, una cosa è certa: chi ama l’Argentario non può che ricordare con orgoglio e gioia questa donna forte che ha segnato in positivo questa bellissima terra.

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