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Travolgente Grosseto: stende il Piacenza e guadagna il primato

Doppietta dell’austriaco Pichlmann e punizione micidiale del cileno Cordova, appena arrivato. A dispetto delle assenze, Gustinetti mette in campo una squadra concreta e in grado di dare spettacolo

GROSSETO. Chi l’avrebbe detto solo qualche mese fa che il Grifone avrebbe occupato la vetta della serie B dopo due giornate? Chi l’avrebbe detto che avrebbe corso la marcia di... Radetski, alias Thomas Pichlmann, austriaco capocannoniere? Esaltante, concreto, spettacolare, instancabile, il Grosseto sembra non conoscere ostacoli. Sbancata Pisa, ecco travolgere in casa il Piacenza dell’ex Pioli. I biancorossi si godono un primato assolutamente inedito.
 
Sfondare la barriera difensiva piacentina (tre elementi che spesso e volentieri diventano cinque) in modo tradizionale non sembra impresa alla portata dei biancorossi: i palloni rimbalzano sui parastinchi altrui o sono facile preda degli anticipi. Mentre per l’undici dell’ex mister grossetano scendere (specie sulla sinistra) è operazione che non incontra particolari resistenze, fatta eccezione per Innocenti ultimo baluardo. Così il Grifone riesce a sorprendere la retroguardia padana solo in modo non convenzionale, con una rimessa laterale lunga che Sforzini incorna senza inquadrare lo specchio.

La mancanza di profondità (molte occasioni sbattono contro il fuorigioco - Italiani sbaglia una sola delle sei valutazioni) fa respirare il Piacenza. Ci vuole un altro pallone non convenzionale per far sorridere il Grifone. Al 42’ è gol. Prima c’è una punizione bomba di Porchia che sbatte sul palo basso destro, sugli sviluppi cross di Consonni per le due torri grossetane in area: mentre Cassano vola a farfalle (e il Piacenza lamenta una trattenuta di Sforzini) e il pallone circola tra una selva di gambe, Pichlmann trova lo spiraglio giusto per il rasoterra dell’1 a 0.
 
Al rientro dal riposo, Pioli apre la porta della cabina di regia per far uscire Nainggolan e inserire Wolf. Ma la musica è sempre biancorossa. Abruzzese prova a fare il goleador, purtroppo il diagonale esce di un soffio. Quattro minuti dopo ecco il raddoppio. Corale. Spettacolare. Ci mettono il piede deliziosamente prima Consonni e poi Garofalo; la testa è quella di Iorio che nel tentativo di respingere innesca la semirovesciata di Pichlmann, stile Parola delle figurine Panini.

Il 2 a 0 origina tuttavia un breve rilassamento difensivo: avviene quando Graffiedi di testa potrebbe beffare Acerbis in uscita imperfetta. Parentesi chiusa subito. Perché Porchia rischia di far capitolare di nuovo Cassano (superlativo nel deviare il missile su punizione) e Consonni alza troppo la mira di un terra-aria che avrebbe meritato fortune migliori. Pioli prova con Rantier e poi con l’ex biancorosso Ferraro. Ma è Moscardelli a creare un grattacapo ad Acerbis con un diagonale che sibila a pochi centimetri dal palo sinistro. Scarico e demotivato, il Piacenza tira i remi in barca.

L’ultimo quarto d’ora è pura passerella, anche per il
nuovo arrivato Cordova. Autore prima di un passaggio al bacio per Sforzini, anticipato da Cassano a valanga, e poi del terzo sigillo biancorosso, una punizione che mette a nudo impietosamente tutti i deficit difensivi piacentini, ridotti in 10 dall’espulsione di Abbate per doppio cartellino giallo.

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