di Federico Lazzotti
GROSSETO. Un colossale traffico di rifiuti con
grandi nomi dell'industria coinvolti. Al momento, nell'ambito
dell'inchiesta, è stato sottoposto a sequestro il laboratorio di
analisi di Mantova della Made Hse, appartenente al gruppo
Marcegaglia. Un tecnico del laboratorio è agli arresti. Secondo
fonti investigative risulterebbe indagato anche Steno Marcegaglia,
padre di Emma. L'indagine è stata condotta dai carabinieri del Noe
di Grosseto e per ora ha portato a 17 misure cautelari in tutta
Italia.
Nel laboratorio, secondo quanto emerso dalle indagini, sono stati
redatti falsi certificati di analisi sui rifiuti da smaltire
provenienti da un'industria siderurgica dello stesso gruppo
Marcegaglia di Ravenna. Con i falsi certificati i rifiuti potevano
essere destinati a siti non idonei a riceverli, con notevole
risparmio sui costi di smaltimento.
Il coinvolgimento di Steno Marcegaglia è stato determinato proprio
dalla carica da lui ricoperta nel gruppo ed è riconducibile al
filone di indagine che riguarda la Made Hse, azienda di consulenza
del gruppo mantovano, che - secondo gli inquirenti - avrebbe
favorito lo smaltimento di rifiuti pericolosi classificandoli come
non pericolosi.
E' stato arrestato e si trova ai domiciliari Mauro Bragagni, 59
anni, all'epoca dei fatti direttore dell'industria metallurgica
situata nella zona portuale di Ravenna e appartenente al gruppo
Marcegalia. L'ex direttore è originario di Piombino
(Livorno).
"I dirigenti interessati dalle indagini non ricoprono più da tempo
gli incarichi originariamente loro conferiti. L'azienda si dichiara
certa del loro corretto comportamento e confida di poter dimostrare
la propria estraneità ai fatti contestati".
E' quanto afferma una nota dei legali del Gruppo Marcegaglia
diffusa a Firenze riguardo all'inchiesta dei Noe e della procura di
Grosseto 'Golden Rubbish' che ha portato all'arresto di 15 persone,
tra cui due dipendenti del gruppo Marcegaglia. "Lo smaltimento di
rifiuti relativi al Gruppo Marcegaglia riguarda nello specifico -
continua la nota - il terreno di risulta degli scavi eseguiti per
l'ampliamento del suo stabilimento sito nell'area portuale di
Ravenna. Questo materiale, analizzato da Made sotto il controllo
degli enti pubblici di competenza, è stato conferito a societ…
legalmente autorizzate al suo successivo smaltimento".
La maxi operazione partita da Grosseto in seguito all'inchiesta
provocata dalla morte di un operaio nell'impianto di trattamento di
Scarlino dove vennero trovate centinaia di migliaia di bombolette
spry smaltite illecitamente, si sta allargando a mezza Italia: 61
le persone coinvolte, 20 le aziende, 17 i provvedimenti cautelari
e 3 i sequestri preventivi.
L'operazione "Golden Rubbish", coordinata dalla Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Grosseto e condotta dal Comando
Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente (Ccta), ha fermato
un'organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti speciali,
anche pericolosi, costituita in Toscana ed avente diramazioni in
Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Trentino - Alto Adige, Emilia
Romagna, Marche, Campania, Lazio, Abruzzo e Sardegna.
Il traffico di rifiuti accertato negli ultimi anni è stato stimato
in circa un milione di tonnellate, con un lucro di svariati milioni
di euro ed un consistente danno all'Erario per l'evasione
dell'ecotassa, oltre, naturalmente, ai gravi danni provocati
all'ambiente.
L'indagine, originata da uno stralcio della Procura della
Repubblica di Napoli concernente la movimentazione dei rifiuti
prodotti dalla bonifica del sito contaminato di Bagnoli, si è
sviluppata in Toscana, individuata quale destinazione finale dei
rifiuti.
Dalle attività investigative svolte dal Noe di Grosseto (in
collaborazione con altri Nuclei del centro e nord Italia) è emerso
come la struttura organizzativa fosse imperniata sul ruolo di una
società di intermediazione maremmana, proprietaria anche di un
impianto di trattamento, la quale, avvalendosi di produttori,
trasportatori, laboratori di analisi, impianti di trattamento, siti
di ripristino ambientale e discariche, regolava e gestiva i flussi
dei rifiuti.
9 febbraio 2010