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Crisi Pasta Zara muro contro muro tra Bragagnolo e i lavoratori

L’azienda in crisi ha chiesto di rinunciare a quattordicesima e premi di produzione Le parti si rivedranno
giovedì prossimo a Treviso

TREVISO. Cinque ore di trattativa non hanno sbloccato lo stallo tra Pasta Zara e le forze sociali. La richiesta dell’azienda di Riese resta la stessa dell’incontro di fine agosto: visto lo stato di crisi della società, gli operai dovrebbero rinunciare alla quattordicesima e ai premi di produzione per tutta la durata del nuovo piano industriale (cinque anni). Proposta alla quale i lavoratori oppongono un «no» secco. Le parti si ritroveranno quindi dopodomani, giovedì 13 settembre, per un nuovo vertice, sempre a Treviso.

L’incontro. Quello di ieri mattina nella sede trevigiana di Assindustria Venetocentro doveva essere un incontro (l’ennesimo) risolutore, ma il protrarsi del vertice ha fatto intuire fin da subito che le posizioni fossero piuttosto distanti. Furio Bragagnolo, presidente di Pasta Zara, ha ribadito ai rappresentanti nazionali di categoria Cgil, Cisl e Uil le richieste di sacrificio da parte degli operai. All’incontro hanno partecipato anche esponenti della nuova Assindustria, alle prese con la prima grande crisi industriale dopo la fusione tra Unindustria Treviso e Confindustria Padova. L’azienda di Riese non ha invece comunicato, per il momento, il piano industriale che sarà sottoposto al tribunale per la richiesta di concordato, anche questo punto è stato di fatto rinviato alla prossima seduta.

Il “no” dei lavoratori. «Abbiamo sentito le stesse richieste di prima, che - come prima - non sono state accettate. Finché l’azienda non proporrà qualcosa di diverso resteremo fermi» spiega Michele Gervasutti della Uil. Eppure le parti in causa assicurano che il muro contro muro non durerà a lungo: «Apprezziamo la volontà della società di continuare a trattare, e in questo senso è un ottimo segnale aver fissato un altro incontro per giovedì prossimo. C’è la volontà di tutti di arrivare a un accordo. Giovedì ci sarà fornita anche qualche indicazione più concreta sul piano industriale». All’orizzonte c’è l’interesse di diversi fondi italiani e stranieri pronti a entrare nel capitale di Pasta Zara. Nelle assemblee in fabbrica dei

giorni scorsi, a Riese Pio X come a Muggia (Trieste), i lavoratori avevano dato mandato ai loro rappresentanti di non accettare le condizioni chieste dalla proprietà: «Con un debito di 241 milioni - hanno tuonato gli operai - saranno le nostre quattordicesime a risollevare la situazione?».

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