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I due sono nati a San Pietro in Slovenia e hanno giocato insieme in Nazionale: domenica sera saranno avversari al Bentegodi 

Zajc sfida il Chievo e... il compaesano Birsa «Sarà dura, ma questo Empoli è forte»

l’intervistaNel paesino di San Pietro, in Slovenia, a due passi da Gorizia e dal confine con l’Italia ci deve essere proprio l’aria buona. Già, perché in quel piccolo agglomerato di case, che non...

l’intervista

Nel paesino di San Pietro, in Slovenia, a due passi da Gorizia e dal confine con l’Italia ci deve essere proprio l’aria buona. Già, perché in quel piccolo agglomerato di case, che non riesce nemmeno ad arrivare a 10.000 abitanti, sono sbocciati fior di talenti. Niente pittori, architetti, o premi Nobel. Qui si parla di piedi buoni, senso del gol, visione di gioco. Già, perché in questo piccolo comune, poco più grande di Capraia e Limite, sono nati e cresciuti 3 talenti del calcio internazionale. Uno è l’ex Genoa Matavz, che oggi, dopo una discreta carriera, calca i campi olandesi. Gli altri due invece si troveranno di fronte domenica (ore 20.30) al Bentegodi. Sono il trequartista del Chievo Walter Birsa e l’azzurro Miha Zajc.

Uno mancino puro, l’altro con un destro vellutato, li accomuna, oltre al fatto di essere due calciatori dotati di grande estro anche il paese che ha dato loro i natali. Così domenica sarà una sfida nella sfida, come tornare a quando erano piccoli e giocavano tra i campetti polverosi dei loro quartieri.

Sarà una bella sfida con il suo compaesano Birsa…

«Sicuramente. Lui abita nel mio stesso paese, nella stessa città, dove è nato e cresciuto un altro giocatore famoso Matavz, che oggi gioca nel Gronigen ma che fino a qualche anno fa giocava nel Genoa. Conosco bene Walter Birsa, il paese è molto piccolo e ci conosciamo tutti. Insieme abbiamo giocato solamente in nazionale ma lo conosco da molto tempo prima perché anche se lui è molto più grande di me abbiamo frequentato la stessa scuola. Lui e Matavz sono proprio vicini di casa. Io abitavo un pochino più distante da loro ma nemmeno poi tanto. Sarà bello ritrovarlo e sfidarlo in campo. Trovo anche Cesar, anche lui mio compagno in nazionale. Non vedo l’ora di salutarli e di parlare con loro abbiamo un buonissimo rapporto».

A Genoa è arrivata una sconfitta che sa di beffa, è d’accordo?

«Abbiamo giocato una bella partita, ma siamo stati un po’ sfortunati, perché potevano tornare a casa con qualche punto. Abbiamo però anche commesso due errori e in un campionato come quello di serie A due errori in una partita forse sono già troppi. Ho colpito due legni, sono stato davvero sfortunato, ma adesso dobbiamo guardare avanti e alla sfida col Chievo».

Come ha ritrovato la serie A dopo un anno d’assenza?

«Bene, ci arrivo meglio perché faccio parte di una squadra forte. Lo scorso anno abbiamo giocato insieme. Per adesso ho giocato bene, ma l’importante è che la squadra cresca e vinca».

I nuovi arrivati si stanno integrando negli schemi di Andreazzoli?

«Tutti sono bravi ragazzi e questa è la cosa più importante. C’è intesa sia in campo che fuori. Per quanto riguarda il campo dobbiamo giocare un po’ di più insieme, ancora non ci conosciamo benissimo e in questo si può migliorare tanto. Possiamo crescere in fretta sotto questo aspetto, ma sono sicuro che ci riusciremo velocemente».

In estate è stato corteggiati da diverse squadre ma ha deciso di rimanere a Empoli…

«Io sono sempre rimasto tranquillo, già dall’inizio volevo stare qua. Mi piace la città, mi piace il club è la piazza giusta per continuare a crescere come calciatore. Per me ora è importante giocare un anno in serie A».

Quanto sarà dura la sfida col Chievo?

«Sarà una gara difficilissima

perché loro hanno perso due partite e adesso non possono più permettersi di perdere. Davanti al loro pubblico cercheranno sicuramente di fare una grande partita. Soprattutto con la Fiorentina è stata molto dura per loro e vogliono riscattarsi. Sarà una gara molto dura». —

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