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Il gioiellino ivoriano in questi giorni sta provando davanti alla difesa dimostrando di essere cresciuto tanto e non solo per l’anagrafe 

Nel laboratorio di Andreazzoli c’è spazio anche per Traore play

EMPOLI. Uomini esperti di categoria, giovani in rampa di lancio, vecchie conoscenze in cerca di rilancio. Nel laboratorio dell’alchimista Aurelio Andreazzoli le pozioni da miscelare per costruire il...

EMPOLI. Uomini esperti di categoria, giovani in rampa di lancio, vecchie conoscenze in cerca di rilancio. Nel laboratorio dell’alchimista Aurelio Andreazzoli le pozioni da miscelare per costruire il nuovo Empoli sono di tanti tipi. Tempo ce ne vorrà per arrivare alla tanto sospirata pietra filosofale, alla squadra pronta e finita per affrontare il campionato.

Intanto però, questo è il periodo degli esperimenti, oltre che delle certezze. E la materia prima più interessante da modellare, in questo momento si chiama Junior Traore. Già, perché il talentino azzurro, alle prese temporaneamente con un nuovo ruolo, ancora una volta sta dimostrando di avere qualità da vendere. In queste prime sedute di allenamento, la necessità ha “costretto” il tecnico azzurro a schierarlo come regista davanti alla difesa.

Dopo la partenza di Castagnetti e il rientro posticipato di Bennacer (atteso per venerdì) che è stato designato come nuovo playmaker, “nonno” Aurelio ha mischiato un po’ le carte spostando in quel ruolo vari giocatori. Da Lollo a Brighi, passando per il giovane Buglio a seconda dell’evenienza.

Ma negli ultimi giorni ha puntato molto sul giovane ivoriano, da pochi mesi maggiorenne. Un ruolo insolito per lui, abituato a fare il fantasista o al massimo l’interno di centrocampo, ruoli nei quali ha collezionato qualche apparizione nel finale dell’ultima Serie B. Ma la personalità non gli manca e in questi pochi giorni si è calato benissimo nella parte di quello che in Sudamerica chiamano il volante della squadra.

Tanto dinamismo, ottime geometrie e anche una buona dose di fisicità. Oltre a grande personalità nel cercare il pallone e dettare la giocata. Già, perché chi pensa a quel Traore bambino, piccolo e gracile che ha fatto le sue prime apparizioni in maglia azzurra, deve decisamente aggiornarsi. È cresciuto molto, non solo anagraficamente, e provare a fare un contrasto con lui adesso non è certo un gioco da ragazzi.

In

questi primi allenamenti, nell’insolito ruolo ha davvero impressionato e chissà che questa soluzione temporanea non possa trasformarsi in un qualcosa di più. Le qualità ci sono tutte, il tempo per farle fruttare anche. —

ALESSANDRO MARMUGI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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