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Dalla A... alla politica: l’ex azzurro Guarente entra in consiglio comunale

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Dalla A... alla politica: l’ex azzurro Guarente entra in consiglio comunale

È stato appena eletto nella sua amata isola di Capraia. Con l'Empoli rinunciò prima ai soldi e poi al contratto

EMPOLI. Dai campi della Serie A, toccati anche con l’Empoli, e della Liga spagnola al consiglio comunale dell’isola di Capraia nel nome del padre. È la storia dell’ex azzurro Tiberio Guarente, 33 anni da compiere a novembre, eletto nella lista della neo sindaca Marida Bessi con 23 preferenze, il quarto miglior risultato tra i vincitori. «Sono contentissimo – dice il giorno dopo l’elezione – anche perché oltre a me sono entrati altri tre giovani. Credo che si possa fare qualcosa di importante per quest’isola che ne ha davvero bisogno».

Un percorso, quello del figlio minore dell’ex primo cittadino Gaetano, scomparso lo scorso anno, controcorrente rispetto a molti suoi coetanei. Tre anni fa, infatti, dopo aver appeso le scarpette al chiodo per via di un ginocchio che non gli dava pace, ha deciso di trasferirsi a Capraia dove è cresciuto e dove è sempre tornato, anche quando la domenica sfidava i campioni con le maglie di Atalanta, Verona, Chievo e Bologna, oppure indossava la camiseta del Siviglia negli anni d’oro trascorsi in Spagna.

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La risposta a questo cambio di vita per un ragazzo a cui non è mai piaciuto apparire, si può forse trovare in un messaggio dello stesso Guarente postato su Instagram il 10 marzo di due anni fa. Nella foto si vede un bambino seduto su un molo che somiglia tanto a quello che si trova sul porto di Capraia, in mano il protagonista dello scatto ha una canna da pesca e accanto un peluche. «La gente – è la didascalia che si legge sotto – ama stare al centro del mondo. A me basta un angolo dove c’è tutto il mio mondo». Sembra la sua biografia perché quell’angolo di mondo, pesca inclusa, è proprio l’isola di Capraia dove vive anche la sua famiglia. 

Ecco perché quando un paio di mesi fa gli è stato proposto di candidarsi nella lista “Insieme per Capraia” ha accettato. Non l’unica scelta anticonformista dell’ex centrocampista nato a Pisa ma cresciuto a Bergamo. A Empoli, infatti, nella sua ultima stagione da professionista, siamo nel 2015, dopo 5 mesi ai box per un infortunio decise di compiere un gesto inusuale nel mondo del calcio: chiese alla società di sospendergli lo stipendio e di non prendere più un euro in segno di rispetto verso dirigenza e tifosi visto che per i suoi problemi fisici era sceso in campo solo per una manciata di minuti

nel match col Chievo. Richiesta che la società esaudì in parte riducendolo al minimo sindacale. In estate, poi, con la salvezza raggiunta il rinnovo dell’accordo sarebbe stato automatico. E fu proprio lui, Guarente, a rinunciare perché non si sentiva in grado.


 

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