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Il mondo rovesciato in appena 355 giorni

Dalle lacrime di rabbia (e delusione) a quelle di gioia Così l’incubo azzurro si è trasformato in una bella favola

EMPOLI. Dalla rabbia alla gioia. Sono rimaste le lacrime, ma con un sapore decisamente diverso. L’anno solare, più qualche spicciolo, che ha attraversato l’Empoli racchiude mille storie e mille volte. Dalla retrocessione alla bandiere riposte, dalla rivoluzione al trionfo.

Un uragano di sensazioni che, forse, le immagini sintetizzano o possono sintetizzare meglio di qualsiasi altra cose. Sono datata 29 maggio 2017, la prima, e 18 maggio 2018, le altre. Sono divise da 355 giorni, o se preferite 11 mesi e 25 giorni, anche se in realtà sembrano raccontare due secoli differenti. Nel primo caso il teatro è la strada davanti al Carlo Castellani e l’atto, sportivamente drammatico, è quello del triste ritorno della squadra azzurra dalla trasferta di Palermo che aveva chiuso, nel peggior modo possibile, una stagione lacerante e lacerata. Ad aspettare la truppa azzurra ci sono alcune decine di tifosi (arriveranno, dopo pochi minuti, anche i reduci dal Barbera). Sull’allenatore Martusciello, sui dirigenti presenti e sui giocatori, a partire da capitan Maccarone e senza escludere nessuno, piovono contestazioni che robuste, ma è bene ricordare che nessuno oltrepassa il limite (d’altra parte siamo a Empoli, mica una piazza come tante...).

Il secondo, di atti, è invece poco distante nel tempo, come detto, ma anche nello spazio. È piazza della Vittoria: meno di 1,5 chilometri (secondo Google). Di tifosi azzurri stavolta ce ne sono migliaia. E stavolta prendono d’assalto

il pullman scoperto che porta in trionfo Aurelio Andreazzoli e i suoi baldi giovanotti. C’è da celebrare un trionfo, il trionfo dell’Empoli.

In 355 giorni, e 1,5 chilometri, c’è di mezzo un mondo. E una favola azzurra.

@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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