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Corsi “rispolvera” Cataldi

Il presidente: «Mi piace e ci punterei, ma non so se posso permettermelo»

EMPOLI. In attesa dei fatti ecco... le intenzioni. Verrebbe quasi voglia di parlare di exit poll, se non fosse che oggi l’unica cosa più ingarbugliata del calciomercato è proprio il panorama politico. Ad ogni modo di questo, più o meno, si tratta. E cioè di dichiarazioni di intenti, di ammiccamenti. Che però, in attesa di accendere i fuochi, un valore ce l’hanno.

ANDATA E RITORNO. Come nel caso di Sebastiano Luperto, che anche in Under 21 (l’altra sera nel test con la Francia) ha brillato di luce propria: 90 minuti in campo da protagonista. È in prestito secco dal Napoli, si sa, l’Empoli vorrebbe tenerlo e lu rimanere. Ieri ha parlato il suo agente Diego Nappi, intervenuto a Marte Sport Live: «Luperto sta facendo un percorso intrapreso da anni, crediamo molto in lui. Ha avuto la fiducia di allenatori come Mazzarri, Benitez e ora di Andreazzoli. Ha fatto molto bene ad Empoli e ha avuto la soddisfazione della chiamata in Under 21. Il futuro? Presto per parlarne, tornerà al Napoli dal prestito e decideremo insieme al club. La crescita deve continuare, bisogna costruire fondamenta solide». Niente di che, insomma. Ma leggendo fra le righe, cioè avventurandosi nella traduzione dal “procuratuchese”, emerge ancora la volontà del giocatore e di chi lo rappresenta di proseguire in azzurro. Da qui a dire che succederà ce ne corre, ma almeno è un punto di partenza positivo.

IL GIOIELLO. Stesso discorso per le dichiarazioni rilasciate da Ismael Benaccer ai mezzi di stampa algerini dal ritiro della sua Nazionale. Il centrocampista, infatti, ha estimatori in Italia e all’estero (Galatasaray). «Sto bene con l’Empoli – ha spiegato – ma non chiudo la porta a nessuno. Ci sono stati contatti ma, ehi, saliamo in serie A la prossima stagione». Anche in questo caso, insomma, la volontà di continuare a vestire la maglia azzurra sembra prevalere. E anche in questo caso è una base decisamente solida.

IL POSSIBILE OBIETTIVO. Ma a parlare è stato anche il presidente Corsi. Che ai microfoni di Radio Olympia ha rispolverato un vecchio pallino: Danilo Cataldi. «Lo seguo da quando la Lazio lo mandò a giocare al Crotone, con cui fece grandi cose. Una volta tornato alla base – ha spiegato – non ha mai dato l’impressione di ripetersi a quei livelli elevati con continuità. Al contrario, mi sembra si sia un po’ perso, salvo questa ultima esperienza a Benevento. Empoli la piazza giusta per lui? Sì, credo proprio il nostro ambiente gli potrebbe far assolutamente bene. Cataldi mi piace, personalmente, se lo avessi qui in Toscana con me, senza dubbio ci punterei. Non so se, a differenza di qualche anno fa, potrei ancora permettermelo. Per questo dovrei chiedere al mio amico Lotito. Krunic? È il nostro piccolo Milinkovic-Savic: se il talento serbo della Lazio vale indiscutibilmente 10, il nostro gioiello può valere 7,5, per ora». Presto per parlare di Cataldi come obiettivo, insomma, ma è meglio tenersi segnato il nome di queso centrocampista: presto potrebbe diventarlo davvero.

L’INDISCREZIONE. Intanto va avanti il tormentone Pecini che, di buona telenovela, continua ad arricchirsi di particolari e anche personaggi.

Gli ultimi, in ordine di tempo, vorrebbero sempre il dirigente pronto a lasciare la Sampdoria e a occupare un ufficio (prestigioso) nella sede di Monteboro. E anche in compagnia di due suoi fidati collaboratori: Moscardi e Viola.

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