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Empoli, finalmente Zajc lascia il suo segno

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Empoli, finalmente Zajc lascia il suo segno

Gol, assist, giocate: il talento sloveno comincia a sbocciare e nelle ultime tre partite c’è sempre stata la sua impronta

EMPOLI. Una somiglianza, neanche troppo vaga, con Matt Damon, un sorriso come fedele compagno di viaggio, la faccia da bravo ragazzo. Ma anche un talento cristallino e un destro che non perdona. E che, finalmente, ora Miha Zajc ta azionando con continuità. Già, perché il gol di Novara, che ha fruttato un punto comunque pesante, è l’ultimo di una serie di episodi che hanno visto lo sloveno sempre al centro della scena, proprio come la star di Hollyvood che un po’ ricorda, sempre protagonista.

IL CRESCENDO. A partire dalla sfida col Cesena, quando nel finale prima ha firmato la sua seconda rete stagionale, poi regalato uno splendido assist per uno splendido gol a Krunic. Col Frosinone, invece, non solo ha calciato lui il corner da cui è scaturito il pazzesco 3-3 dell’Undertaker Caputo, ma quel tiro dalla bandierina se lo è pure preso con un destro da fuori, marchio di fabbrica, che ha costretto Bardi alla deviazione volante. Poi lo squillo del Piola. E siccome tre indizi fanno una prova, pensare che ora il suo talento sia definitivamente sbocciato può anche essere qualcosa di più di una semplice speranza.

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IL PERCORSO. D’altra parte tornano anche i tempi. Perché a uno come Zajc, e cioè a uno che col pallone fra i piedi sa fare più o meno tutto, si chiede sempre tutto e subito, ma il tempo è sempre necessario. Soprattutto a un ragazzo che sembra timido. Lui, in effetti, a Empoli ci è piovuto poco più di 10 mesi fa, alla fine dello scorso mercato di gennaio, e l’ambientamento probabilmente non poteva essere più veloce (considerato anche la realtà che trovò...). Per caratteristiche, poi, non è facile inquadrarlo a livello tattico e anche ora che sembra aver trovato una discreta continuità non è certo un elemento semplice da inserire nel mosaico.

DOTE E PROBLEMA. Soprattutto per Vivarini, ancora alla ricerca di un equilibrio stabile fra qualità e quantità. La presenza di un elemento del calibro di Krunic, insomma, rischia di essere ingombrante per lui. Ma Zajc ha anche un’altra dote che rischia

di diventare un problema: come Bennacer, cioè, è capace di entrare subito in partita, di cambiare l’inerzia di un match quando entra. Sarà proprio il tecnico a dover sciogliere questi ultimi nodi, ma intanto può contare su Zajc come arma in più. E non è poco...

 

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