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così il difensore del fucecchio È diventato un esempio per tanti 

Il debutto da capitano a 35 anni A Botrini bastano 10 minuti per scrivere la storia bianconera

FUCECCHIO. Nel calcio miliardario dei procuratori che fanno il brutto e cattivo tempo, dei contratti scritti, strappati e riscritti il giorno dopo a seconda di chi offre di più, delle promesse fatte...

FUCECCHIO. Nel calcio miliardario dei procuratori che fanno il brutto e cattivo tempo, dei contratti scritti, strappati e riscritti il giorno dopo a seconda di chi offre di più, delle promesse fatte (ai tifosi) e non mantenute, e soprattutto dei cambi di maglia, addirittura nello stesso campionato, per fortuna non mancano gli esempi di attaccamento ai propri colori ed alla propria città. Uno di questi arriva da Fucecchio.

Una storia semplice, di paese, ma di grande valore, un esempio da seguire per molti ragazzi che si avvicinano al complicato mondo del calcio. La storia è quella di un ragazzo di Fucecchio, Luca Botrini, giovane, ma non giovanissimo per il pallone, che all’età di 35 anni, domenica, ha esordito nel campionato di Eccellenza con il suo Fucecchio indossando la fascia di capitano contro l’Atletico di Piombino.

»Sei l'esempio di come l'impegno e l’abnegazione ripagano, nello sport come nella vita. Da sottolineare che sei anni fa circa, avevi giocato nelle categorie amatoriali, quindi arrivare a questo traguardo a suon di campionati vinti vale ancora di più», è uno dei tanti commenti lasciati dagli amici che si leggono sul suo profilo Facebook.

Quella dell’esperto e carismatico difensore fucecchiese (per caratteristiche tecniche e carriera calcistica una sorta di piccolo Barzagli) è, infatti, una storia un po’ particolare.

Luca Botrini, classe 1982, forse non a caso l’anno del mundial spagnolo vinto dall’Italia di Bearzot, ha sempre avuto la passione del pallone ed ha militato nelle giovanili e prima squadra del Fucecchio. Negli ultimi anni era emigrato (calcisticamente), ottenendo anche buoni risultati per fare ritorno in “patria” con il progetto di rinnovo e rilancio della società calcistica dei neo presidenti Luca Lazzeri e Francesco Del Gronchio.

Un progetto che ha messo al centro la “fucecchiesità” richiamando nella squadra della città di Montanelli i calciatori locali sparsi nella varie squadre per difendere e rilanciare i gloriosi colori con i quali sono nati e cresciuti. Un progetto che ha ridato un’identità ad una città nel momento in cui parte di essa si sta forse perdendo o trasformando, e grazie al quale gli obiettivi prefissati sono stati centrati. Il Fucecchio, infatti, nell’arco di pochi anni, e grazie all’intuizione dei due presidenti, all’impegno, abnegazione, attaccamento alla maglia dei calciatori locali, ed il calore del proprio pubblico, è passato dal “nulla” al campionato in Eccellenza.

Una storia che va controcorrente rispetto a quelle che siamo abituati a sentire nel calcio professionistico, e non solo italiano. E Luca Botrini, in questa storia fucecchiese, rappresenta l’espressione più alta di chi è si è messo a disposizione di una società seria, di un progetto serio e credibile, e grazie al sacrificio, l’abnegazione, l’amore per la maglia, alla non giovanissima età di 35 anni ha avuto l’onore, e forse anche il riconoscimento, di scendere in campo con la fascia di capitano. E poco importa se la partita di Piombino, dopo poco
più di 10 minuti, è stata sospesa per il maltempo. Questa resta una storia controcorrente rispetto a quelle che si leggono ogni giorno, e purtroppo non solo nel mondo del calcio, che può diventare un esempio per tanti giovani e anche per tante società.

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