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Super Napoli, l’Empoli c’è

Show degli ospiti nel primo tempo poi gli azzurri sfiorano la grande impresa

EMPOLI. Vince il Napoli e, diciamolo, non fa notizia. Eppure, alla fine, non solo sorride anche l’Empoli ma sorride persino di più. Perché la storia del match dice che la squadra di casa vede il baratro ma si rialza, perché le note positiva arrivano dal campo e... dagli altri. Con l’ennesimo passo falso (6º ko consecutivo, record negativo eguagliato) che non intacca il +7 sulla zona rossa.

TROPPO NAPOLI. In avvio la gara è piacevole. Il Napoli, ovviamente, ci mette la qualità (soprattutto quella del tridente dei pesi leggeri), ma l’Empoli ha l’atteggiamento giusto. È aggressiva, la truppa di Martusciello (con la novità Thiam in avanti), fa densità in zona palla e tiene il campo bene contro un avversario oggettivamente (molto) più forte. Anche il primo rigore del match, quello che Skorupski para a Martens, è più figlio di un episodio (errori di Bellusci prima e Diousse poi) che della supremazia ospite. Che, invece, diventa evidente dopo il secondo omaggio dei padroni di casa. Perché quando Costa trasforma una respinta neanche troppo complicata in un assist per Insigne, la squadra di Sarri dimostra che una big perdona una volta, ma non due. Il vantaggio del Napoli, poi, coincide con un momento difficile che gli azzurri (quelli di casa) accusano per un colpo rimediato da Krunic, che per alcuni minuti fatica assai. E, senza un tassello, il congegno tattico non gira. Così il Napoli diventa padrone del campo: raddoppia, triplica e dimostra una superiorità a tratti imbarazzante. Una sorta di “torello” spalmato su 90 metri di campo (partecipare anche Reina) con la palla che gira e gli avversari che non la prendono mai. Roba che, pensi, per dare un senso alla ripresa bisognerebbe mischiare le squadre. Come si faceva da bimbi, nei campetti polverosi o in strada.

LA REAZIONE. Non ce n’è bisogno, però, perché dopo l’intervallo succedono un paio di cose che riaccendono la partita. La prima è che il Napoli ricade nei vecchi errori, considera la pratica in archivio e si rilassa; la seconda è che l’Empoli non scompare come le lacrime nella pioggia di “Blade Runner”. No, stavolta resta aggrappato ai margini della gara, ricominciando (faticosamente) a giocare. O almeno a provarci. Soprattutto con l’ex El Kaddouri (dall’altra parte ce ne sono troppi per citarli tutti...) che s’illumina e illumina sempre più spesso. Martusciello rafforza il trend (positivo) sganciando Maccarone per uno spento (e polemico) Pucciarelli, ma è proprio il fantasista a trovare il gol (merce rara per il peggior attacco d’Europa...) con una punizione conquistata e trasformata. Sembra il punto della bandiera, ma non è così. Perché il Napoli ormai è praticamente uscito (a livello mentale) dalla contesa, mentre l’Empoli ci crede. E ci crede ancora di più dopo che Big Mac firma il suo acuto numero 100 in azzurro (trasformando il rigore concesso per fallo di Ghoulam su Krunic). Manca poco, alla fine, ma il capitano avrebbe sul piede anche la palla di un clamoroso 3-3. Finisce fuori e la partita la vince (meritatamente) il Napoli, ma è dopo il triplice fischio che arrivano le buone notizie anche per i padroni di casa. Perché la concorrenti perdono tutte e il vantaggio resta ampio ma anche per l’applauso, caldo e sincero, della Maratona. È già, i punti vanno sotto il Vesuvio, ma tra gli azzurri e il popolo del Castellani è tornato il feeling. E così, con lo spirito della ripresa e la ritrovata

unità di intenti, la speranza di centrare il traguardo non è una pia illusione. Bisogna, però, ripartire dalla ripresa, mentre il Napoli, al contrario, per diventare ancora più grade non può permettersi più di giocare solo metà partita.

@DavidBiuzzi

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