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Il portiere diventa... bomber: la prodezza di Frediani

Il numero 1 del Bassa ha segnato il gol del pari, di testa, sull'ultimo corner del big match col Romaiano: "Gioia immensa, ma spero di non dovermi ripetere..."

EMPOLI. Fare gol può sembrare la cosa più facile è banale del mondo, ma per realizzarne alcuni servono molto di più di un paio di piedi buoni e di una bella mira. Servono intuizione, coraggio ed anche un po' di incoscienza, soprattutto se il tuo ruolo è quello del portiere. È per questo che il gol del pari realizzato dal numero 1 dello Stabbia, Alberto Frediani, nel big match col Romaiano è di quelli speciali. Già, perché Alberto con i suoi guanti si è buttato nell’area “sbagliata”, quella avversaria, rompendo ogni schema e ha tenuto viva nei suoi compagni la speranza della promozione diretta. Ecco perché il suo è un gol segnato non con la testa né con i piedi, ma col cuore.

La prodezza. Sono i minuti finali della partitissima tra i ragazzi di Marsico e il Romaiano, appaiati in vetta alla classifica del girone D, con gli ospiti in vantaggio per 2-1. Stanno per scadere i minuti di recupero e lo Stabbia guadagna un calcio d'angolo, l'ultima chance per rimettere in piedi la partita. Tutti sono dentro l'area di rigore, c'è grande traffico e poco spazio. Alberto non ci pensa un momento ad attraversare il campo per provare l'impossibile. «Anche se è una cosa che si vede spesso nel calcio – racconta – a me non era mai capitato di fiondarmi in avanti per provare a segnare. Solitamente resto a centrocampo per evitare il contropiede». Parte il corner calciato da Fiaschi, uno spiovente in area che potrebbe essere preda di chiunque, ma non stavolta. «In quei momenti sinceramente guardavo il pallone ma anche i movimenti della difesa avversaria – dice Alberto – per cercare di capire cosa avrebbero potuto fare». Poi ecco il pallone che arriva e... «Ho visto il portiere che stava uscendo, ma ho capito che non sarebbe riuscito a raggiungerlo, così ho staccato di testa, ho cercato di indirizzare il pallone e ho messo in rete. Fortunatamente è andata bene».

La grande gioia. I compagni esplodono di gioia e lo sommergono in un abbraccio gigantesco. «Da quel momento in poi, devo dire la verità, non ci ho capito più niente, ho visto arrivare tutti i compagni che erano in campo ma anche quelli che erano in panchina per abbracciarmi. È stato veramente un momento bellissimo che ricorderò per sempre, anche per il valore che ha avuto questo gol». Le squadre si rimettono nella loro metà campo, ma non c'è più tempo, l'arbitro fischia la fine. «La gioia è stata doppia non solo per aver segnato ma perché con grazie a questa rete il campionato è più aperto che mai. Inoltre questo è il primo gol che segno, mi era capitato nelle giovanili di segnare dal dischetto durante i calci di rigore, ma mai in partita».

Come i grandi ma niente bis. Sulle orme dei grandi portieri goleador del calcio che lo hanno preceduto - come Taibi e Rampulla, Frediani - il portiere goleador, però, non sogna il bis. «Se dovrò buttarmi in avanti vorrà dire che ci sarà una situazione

di emergenza, spero che non c'è ne sia più bisogno». E a fare il centravanti non ci pensa nemmeno. «Io in avanti? No, abbiamo degli attaccanti bravissimi che sanno bene come fare gol. Speriamo magari di compiere nelle prossime gare qualche parata decisiva che aiuti la squadra».
 

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