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La lezione di Tiberio: si taglia lo stipendio

L’infortunato Guarente ora guadagna il minimo sindacale

EMPOLI. Si parla molto dei calciatori solo quando fanno le magie sul campo, quando fanno infiammare la folla con i gol e le vittorie. Ultimamente invece, spesso e volentieri i protagonisti sono coloro che nella vita privata vivono al di sopra delle righe, che con i loro eccessi in negativo cercano di catturare l’attenzione. In un calcio del genere allora assume ancora più il valore il gesto compiuto da Tiberio Guarente, infortunato da fine settembre, che ha deciso di ridursi lo stipendio al minimo sindacale. Un gesto nobile ma anche coraggioso, un gesto che solo un guerriero sul campo e in questo momento anche nella vita come lui poteva fare.

L’inizio dell’avventura. Tiberio è arrivato in estate con la voglia di rimettersi in gioco dopo una stagione a corrente alterna passata tra Catania e Chievo. Alle spalle quel bruttissimo infortunio al ginocchio che aveva fatto temere per la sua carriera quando era al Siviglia. Ma lui, come è sempre stato abituato a fare non si è buttato giù e in azzurro ha cercato la rinascita. Una scelta coraggiosa, la rescissione col Siviglia, con il quale aveva un ottimo contratto intorno ai novecentomila euro e l’arrivo ad Empoli per una cifra circa quattro volte inferiore ed un contratto di un anno soltanto. Una scommessa, certo, ma soprattutto un gesto di grande lealtà e di serietà nei confronti della società e dei tifosi. Inizia la stagione e Tiberio che ha saltato parte della preparazione, cerca di rimettersi al pari con i compagni. Recupera la forma e il tono muscolare ed inizia ad allenarsi con continuità. Nelle amichevoli estive è già l’idolo dei tifosi. Quel suo essere rude con interventi al limite della regolarità, ma anche dotato di ottimi piedi, una sorta di Dottor Jekyll e Mister Hyde del rettangolo verde lo ha portato subito a diventare il beniamino dei tifosi che hanno creato un coro ad hoc per lui. Inizia il campionato ed è lui il jolly di centrocampo che può sia vestire i panni del regista sia quelli dell’interno.

Il nuovo calvario. Arriva al massimo della condizione e Guarente adesso è pronto all’esordio che arriva al Bentegodi contro la sua ex squadra, il Chievo. Tiberio entra a sette minuti dalla fine per dare copertura, l’Empoli riesce a strappare un pareggio importante e lui torna in campo. Ma a fine gara qualcosa non va il ginocchio, quel maledettissimo ginocchio, si gonfia ed inizia un nuovo calvario. Tiberio è costretto a fermarsi e ad allenarsi a parte per cercare di recuperare, ma i tre mesi nei quali svolge allenamento differenziato non bastano per tornare a disposizione e così è costretto a sottoporsi ad un intervento di pulizia del ginocchio.

La scelta. Cinque mesi ai box e così il centrocampista ha deciso di compiere un gesto importante. Ha chiesto alla società di sospendere lo stipendio, di non prendere più un euro in segno di rispetto alla società e ai tifosi visto che a causa dei suoi problemi fisici non è mai riuscito a scendere in campo. Una richiesta che la società ha esaudito in parte, visto che conoscendo l’impegno e i sacrifici del ragazzo che ha sempre dimostrato grande attaccamento, il club ha deciso non di sospendere lo stipendio ma di ridurlo al minimo sindacale che poi alla fine è quasi la stessa cosa visto che il salario netto mensile al minimo di un calciatore è appena sopra ai duemila euro. Un gesto, questo che raramente si può vedere nel mondo del calcio, un gesto straordinario,

come lo ha definito il direttore sportivo dell’Empoli Marcello Carli quando ha parlato a margine della chiusura del mercato invernale. L’augurio adesso è quello di vedere di nuovo in azione con la magli azzurra Guarente. Campione fuori e dentro al campo.

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