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Il calcio Uisp per iniziare una nuova vita

La storia di Uga e Oliver, due ragazzi nigeriani che sono stati prima “adottati” e ora pure tesserati dal Gabbiano: tutto merito di un incontro davanti a un supermercato

VINCI. Cercavano una vita nuova, diversa. Forse, ora, cominciano a trovarla. Di sicuro hanno una speranza e a dargliela è stata una squadra di calcio Uisp, il Gabbiano. Loro sono  Uga Okocha e Oliver Onuorah, due ragazzi nigeriani (28 anni il primo, 22 il secondo), che come tanti sono arrivati in Italia in cerca di un opportunità e di un futuro migliore. Scappati da un paese in cui era impossibile vivere, un anno fa hanno preso i loro bagagli, dentro pochi soldi ma tanta speranza e sono partiti alla volta dell’Italia. Arrivati qua però si sono accorti che quella terra promessa che si immaginavano non esisteva e così si sono ritrovati a fare i conti con la dura realtà. La vita li ha fatti incontrare fra Empoli e Vinci, dove adesso - per due spiccioli - aiutano le persone a portare la spesa in macchina e a rimettere a posto i carrelli davanti ai supermercati di Sovigliana. Dura andare avanti, ma dopo l’incontro con mister Carnevale, l’allenatore del Gabbiano, qualcosa è cambiato.

«Ho conosciuto Uga mentre andavo a fare spesa - racconta Carnevale – notò che avevo con me il borsone del calcio e mi chiese se potesi regalargli un paio di scarpette per giocare. Promisi di farlo ma, francamente, mi dimenticai. Qualche mese dopo, però, tornò lui da me, sempre davanti al solito supermercato, e dirmi che le aveva trovate. Allora gli chiesi di venire a giocare con noi e lui mi disse che aveva un amico che come lui stava davanti ad un altro supermarket e mi chiese se poteva venire anche lui». Il mister accetta e così alla truppa si unisce anche Oliver.

Tutta la squadra li ha accolti a braccia aperte ( FOTO ) e in molti si sono ingegnati per dargli un mano. Non hanno mezzi per spostarsi, così il mister tutte le sere va a prenderli a casa per portarli all’allenamento Il custode di Vitolini li ha prestato l’accappatoio, qualcuno le ciabatte. «L’unico problema è la lingua – spiega Leonardo Ferri - , parliamo in inglese ma anche con i gesti riusciamo a capirci bene lo stesso». Gli occhi di questi due ragazzi brillano dalla felicità. «Sono arrivato qui in Italia due anni fa in cerca di un lavoro – racconta Oliver, ruolo attaccante esterno – per un periodo ho lavorato, ma adesso però è difficile trovare un occupazione. In Nigeria ho studiato e ho frequentato anche la football accademy. Stiamo davvero bene in questa squadra – aggiunge - , il mister e i ragazzi sono molto gentili con noi e ci aiutano tanto». Anche Uga il più vecchio dei due si trova molto bene. «Stiamo bene qui e ci divertiamo molto. Il mio calciatore preferito? Non c’è dubbio Kanu».

I due ragazzi sono già stati tesserati, adesso servono le visite mediche

e così la squadra, che quest’anno deve fare i conti con un budget limitato sta cercando uno sponsor per coprire queste ed altre spese. Con loro in campo il Gabbiano potrebbe davvero spiegare le ali, due ali grandi e accoglienti, sotto le quali questi ragazzi hanno trovato una nuova vita.

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