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Il cuore grande di Big Mac «I miei gol per i bambini»

L’attaccante azzurro ha deciso di legare la sua immagine al Comitato Aurora «Sono persone eccezionali e voglio aiutarli in maniera sempre più concreta»

EMPOLI. Che Massimo Maccarone giocasse col cuore - oltre alle gambe, alla testa e ai piedi - lo si era capito da tempo. Che lo avesse così grande, però, era difficile intuirlo. Già, perché Big Mac ha deciso di dedicarsi non solo alla causa azzurra, ma anche a quella dell’associazione Comitato Aurora, una Onlus di Roma che si dedica all’assistenza di bambini affetti da rare malattie genetiche, delle loro famiglie e non solo.

E proprio il Comitato Aurora, infatti, a gestire la nuova pagina Facebook dell’attaccante. Così come gestirà il suo sito internet personale, attualmente in costruzione. Tutto per pubblicare soprattutto l’attività dell’associazione e favorirne la raccolta di fondi. «Ma fra un po’ – aggiunge Big Mac – vorrei fare anche altre cose. Intanto entrerò sicuramente a far parte del Comitato Aurore, poi mi piacerebbe organizzare qualcosa qui a Empoli. Magari un’asta con le nostre maglie, qualche partita a scopo benefico. In primavera, compatibilmente all’andamento del campionato, vedremo di fare qualcosa di questo tipo».

Come nasce il suo interesse per questa associazione?

«Non è recente. Non è perché ora sono padre anche io. Risale a 5 anni fa, ai tempi del Siena. Fu Simone Vergassola (capitano dei bianconeri ieri come oggi, ndr) a parlarmene e a farmeli conoscere. Poi ho avuto modo di apprezzarne direttamente il grande impegno quando mi sono mosso per una persona di Genova che aveva bisogno. Sono stati splendidi e da allora ho cercato di impegnarmi per loro. Ma voglio fare di più perché meritano tutto l’appoggio possibile».

Potrebbe coinvolgere anche qualche compagno?

«E perché no? Sicuramente ne parleremo».

E venendo alle cose dell’Empoli?

«Quelle vanno bene. Dopo quattro vittorie consecutive non si può dire altro. Ma il mio giudizio non è legato solo ai risultati».

In che senso?

«Stiamo acquisendo certezze partita dopo partita. Durante quella contro la Pro Vercelli, ad esempio, ho avvertito la sensazione di non essere mai a rischio».

Si può spiegare meglio?

«Finora la fase difensiva ci aveva creato qualche problema, ovviamente per colpa di tutti quanti, ma sabato mi sentivo sicuro, avvertivo che i miei compagni avrebbero respinto ogni minaccia. E, infatti, alla fine abbiamo concesso solo due tiri in porta. Sul primo è arrivato un eurogol, sul secondo è stato bravissimo Davide (Bassi, ndr)».

Ma cosa comporta il fatto di sentirsi più protetti?

«Azzardi qualcosa di più, è normale. La medicina, ovviamente, sono sempre i risultati. Ma queste due componenti unite fanno sì che là davanti ci siano più certezze ma anche più idee».

Vincere aiuta a vincere.

«Esatto. E anche se sappiamo che è impossibile vincerle tutte, ora è importante dare il massimo di noi stessi per prolungare questo momento il più possibile».

Ma, come dice il presidente Corsi, senza perdere l’equilibrio.

«Ha ragione, perché sicuramente torneranno anche i periodi meno felici. L’obiettivo, quindi, resta quello dei 50 punti. Prima ci arriviamo meglio è, ma finché non ci siamo è vietato distrarsi».

E sabato scorso, quando è uscito, l’ha distratta l’ovazione del pubblico?

«No, mi ha solo fatto un enorme piacere. Perché, lo sapete, a questo club e a questa città io sono molto legato. Da sempre».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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