Quotidiani locali

Negozi chiusi la domenica, la Cgil attacca i politici locali

Empoli: il sindacato chiede regole certe per le aperture e sono contrari allo stop totale. E sottolinea il caso Mediaworld: "L’azienda ha smesso di pagare il premio"

EMPOLI. No al “sempre aperto” la domenica. Ma per raggiungere questo importante obiettivo serve l’aiuto dei politici locali. Lo dice a gran voce la Cgil e lo ribadiscono anche i lavoratori. Questa volta sono quelli del centro commerciale di Empoli, in via Sanzio, dove oltre un anno fa era andata in scena una grande mobilitazione per “liberare la domenica”. Adesso che il governo sta pensando di regolamentare le aperture domenicale anche a Empoli, si guarda con entusiasmo a questa proposta ma anche con un occhio vigile.

«Stiamo sentendo tanti proclami – spiega Massimiliano Fabozzi della Filcams Cgil di Empoli – tante buone proposte che ci confortano ma a cui poi dovranno seguire i fatti. Aspettiamo che davvero diventi realtà lo stop al sempre aperto la domenica. Da anni ci battiamo affinché i lavoratori possano avere del tempo da passare con le loro famiglie speriamo che questa sia la volta buona». Serve però la discesa in campo della politica locale che per adesso, secondo i sindacati, non solo non ha dato un appoggio, ma non ha nemmeno espresso un parere. «Vedo i post su Facebook del sindaco di Empoli Brenda Barnini che chiede ai cittadini cosa ne pensano delle domeniche sempre aperto – spiega Fabozzi – in realtà dovrebbe dirci lei come la pensa e stare vicino ai lavoratori e alle loro famiglie. Siamo per la regolamentazione delle aperture domenicali, non allo stop totale e per riuscirci abbiamo bisogno della politica locale. Che però non vediamo. Che fine hanno fatto Dario Parrini e Laura Cantini?».

Al centro Coop 300 in rivolta  contro le aperture

La situazione non è semplice e lo spiegano gli stessi lavoratori. L’obiettivo sarebbe quello, in linea di massima di tenere aperto per due domeniche al mese. «L’azienda ha smesso di pagarci il premio produzione per le domeniche – racconta Michele Cialdini della Rsu di Mediawolrd – siamo sempre meno, a Empoli negli ultimi anni ci sono stati 9 licenziamenti. Altro che assunzioni per tenere aperto la domenica. Facciamo turni massacranti, vorremmo solo un po’ più tempo per stare con le nostre famiglie». C’è pure chi, per lavorare 4 o 5 domeniche di fila al mese prende 64 euro al mese in più.

«Tutto questo è inaccettabile – spiega Donatella Galgani di Filcams Cgil – chi pensa che tenere chiuso qualche domenica in più crei danno, si sbaglia. Tenere sempre aperto non ha portato nessun tipo di assunzione. I numeri, anche di questo centro commerciale lo dimostrano. Le aperture domenicali devono essere ridotte. In determinate zone o in certi periodi servono provvedimenti specifici,

ma questo si può fare solo con l’aiuto, oltre che delle leggi del governo, dei politici locali. Prima della legge Monti era così. A Vinci ad esempio, luogo turistico, i negozi la domenica rimanevano aperti. Come allora ci sono dei metodi organizzativi che dovrebbero essere proposti».

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