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Il vino del Genio alla conquista di nuovi mercati

Il presidente del Consorzio che riunisce 8 aziende per promuovere i prodotti del Montalbano: «Ci aspetta un’ottima annata»

VINCI. L’obiettivo è quello di rendere più forti e competitive delle piccole-medie imprese, che producono olio e vino sul Montalbano. Il Consorzio Colline di Vinci nasce il 31 marzo 2003 per la volontà di un gruppo di aziende agricole locali. Il suo obiettivo è quello di promuovere e valorizzare collettivamente i prodotti agricoli di qualità del comune dove è nato Leonardo. Oggi le aziende agricole associate capiscono che, pur mantenendo le loro caratteristiche produttive e libertà di scelte aziendale con diverse strutture e prodotti, sono fortemente correlate ad una sola storia e immagine: il territorio di Vinci.

Le produzioni prevalenti sono vino e olio extravergine. I vini sono molto ben rappresentati da Chianti Docg e Chianti Montalbano Docg, Vinsanto del Chianti Doc, Colli dell’Etruria centrale doc, Bianco dell’Empolese doc, Toscana Igt Rosso e/o Bianco. L’olio di oliva prodotto in questo territorio è olio extravergine di oliva Toscano Igp. Le aziende consorziate sono otto: Fattoria dei Desideri, azienda agricola Poggio Argentale, Fattoria di Faltognano, Tenuta Bacco a Petroio, azienda agricola Doccia al Poggio, azienda agricola La Doccia di Vinci, Fattoria Dianella 1° e la Tenuta Santini. Dalla sua costituzione il consorzio si occupa di supportare le aziende associate nell’organizzazione e gestione dell’accoglienza turistica, fornendo strumenti tecnici e personale preparato all’occorrenza. Vengono organizzati periodicamente incontri a tema nei ristoranti, visite in cantina e in vigna nelle aziende associate, degustazioni guidate per conto delle singole aziende e corsi di avvicinamento al vino.

Il Consorzio collabora attivamente anche con le strutture ricettive, come ristoranti, enoteche e alberghi, che credono nella promozione del prodotto agricolo di qualità a forte connotazione territoriale e fortemente legato alla cultura e storia dei luoghi di produzione. «Cosa c’è – sottolinea Marco Monti, sommelier e presidente del Consorzio – di più toscano del Chianti? È importante promuovere i nostri prodotti e il Consorzio va in questo senso, perché l’unione fa la forza. Anche se in Toscana non è facile fare squadra, spesso si pensa al proprio orticello. Però il nostro prodotto è molto migliorato, ha fatto passi da gigante: le nostre aziende hanno clienti internazionali».

In questi giorni il Montalbano è animato dal rito della vendemmia, che però – racconta Monti – è molto cambiato: «Fino a qualche anno fa era qualcosa di molto più familiare, la famiglia si “riuniva” nella vigna e vendemmiava. Ora le norme sono cambiate e quindi si prendono persone da fuori, anche perché se qualcuno si fa male poi come lo spieghi?». Ma quest’annata come si prospetta? «La quantità non è esagerata, ma la qualità sembra buona. La Peronospora ha colpito e questo influisce sulla quantità. Però a parte questo il vino e l’olio di Vinci non possono mancare sulla tavola della Toscana. Il vino, ad esempio, è rimasto quello che era: ti asciuga la bocca e si abbina bene ai piatti della tradizione, come può essere la trippa». —