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Vinci nel cuore racconta le storie dell’ultimo secolo

VINCIVinci nelle sue memorie e nelle sue testimonianze. L’associazione Vinci nel Cuore – Li omini boni vogliono sapere, ha realizzato una sorta di cronistoria della città del Genio, scartabellando...

VINCI

Vinci nelle sue memorie e nelle sue testimonianze. L’associazione Vinci nel Cuore – Li omini boni vogliono sapere, ha realizzato una sorta di cronistoria della città del Genio, scartabellando negli archivi delle cronache vinciane, dal 1919 al 2018. Un quadro che dipinge gli avvenimenti dell’epoca, come ad esempio le celebrazioni per i 400 anni dalla morte di Leonardo, nel 1919. «Abbiamo raccolto le testimonianze dell’epoca – racconta Nicola Baronti dell’associazione – e le abbiamo rimesse insieme. Sono le cronache dei fatti di Vinci, dove emergono anche particolari gustosi: ad esempio c’è stato un momento in cui si è discusso se Leonardo fosse di sinistra o della Dc…». Ma andiamo con ordine: nel 1919 venne inaugurato nella sala del consiglio comunale un busto di bronzo raffigurante il “gran Leonardo” da un auto-ritratto, dono pregevolissimo “dell’esimio senatore Luca Beltrami, cittadino onorario di Vinci”. Poi fu il conte Giulio Masetti a donare al Comune il castello dei Conti Guidi, che oggi ospita il museo Leonardiano (all’amministrazione servirono 10 anni per entrare definitivamente in possesso della struttura), che Masetti donò “Desiderando contribuire onoranze centenarie prego accettare la donazione mio castello per instituire museo Leonardiano, sperando cosa gradita codesta popolazione”. Nel 1919, inoltre, a Vinci atterrò il dirigibile M 19, nell’epoca in cui questi “cetacei dell’aria” si lottavano la supremazia dell’aria coi più giovani aerei. Fu poi la tragedia del Led Zeppelin 129 Hindenburg a sancire la vittoria degli aerei per quanto riguarda l’aviazione (civile e militare). Ma torniamo a Leonardo: è il 13 aprile 1952 e L’Unità, storico giornale della sinistra, tuona contro la presenza di Alcide De Gasperi (allora capo del governo) e di Achille Marazza (ex ministro Dc), in occasione delle celebrazioni per la nascita del Genio. L’Unità contestò la scaletta delle celebrazioni, puntando il dito sul troppo peso dato a De Gasperi. Questo perché per visitare la casa di Leonardo era necessario prima ascoltare il discorso del premier, prima di andare ad Anchiano. Pochi mesi dopo, invece, furono Nilde Iotti e Palmiro Togliatti a fare un pellegrinaggio a Vinci. Due climi politici decisamente diversi, tenendo conto che De Gasperi veniva in terra “comunista”, mentre Togliatti e Iotti si trovavano “a casa”, politicamente parlando. E la dimostrazione di come il Genio, ad oltre 4 secoli dalla morte, riusciva comunque a finire al centro dell’agorà politica italiana. —