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san donato in greti 

Chiesa inagibile, la messa si fa alla casa del popolo - Foto

Peppone e Don Camillo fanno pace... a Vinci. Negli anni ‘50 la nuova struttura costò la scomunica-bis ai soci, oggi ospita le celebrazioni una volta al mese. Il parroco: «Presi la ramanzina per un caffè» 

VINCI. Qualcuno ha portato il crocifisso da appendere al muro e il cestino per le offerte. Altri la tovaglia per quello che, per un pomeriggio sarà l’altare. Ci sono le sedie già al loro posto e don Renato Bellini, in una grande scatola ha portato con se “gli attrezzi del mestiere” compreso l’abito talare. È il giorno della messa a San Donato in Greti, piccola frazione del comune di Vinci. Una celebrazione diversa da tutte le altre. Già, perché ad ospitarla non è la chiesa del paese, ma la casa del popolo.

Sì, pare quasi un ossimoro e invece è proprio così. Il circolo Arci della piccola frazione apre le porte per permettere ai fedeli di celebrare l’eucarestia. Non ci sono le panche, ma le sedie e i tavoli che si usano per cenare o giocare a carte. Non c’è l’acquasantiera ma il frigo per le bibite e invece della locandina del catechismo c’è quella che ricorda il compleanno dell’Arci e il tesseramento annuale. Sembra quasi di essere in un romanzo del Guareschi. La parte di Don Camillo questa volta la fa don Renato Bellini, quella di Peppone il presidente del circolo, Pietro Bonci. Insieme a loro un intero paese che si è riscoperto unito e coeso oltre fede e ideologie.

Il parroco don Renato Bellini insieme...
Il parroco don Renato Bellini insieme al presidente della casa del popolo Pietro Bonci


La chiesa di San Donato è inagibile da quasi 15 anni e rischia di crollare. È nato un comitato per salvarla tanto che è stata iscritta ai luoghi del cuore del Fai. I fedeli si arrangiano come possono, spostandosi nelle varie chiese della zona per la messa, ma per non perdere lo spirito della parrocchia e il senso di appartenenza una volta al mese si ritrovano alla casa del popolo. Per questo ritrovo di settembre ci sono circa 40 persone. Giovani, meno giovani, bambini. Come in una vera parrocchia.

Si prega, anche per San Donato e la sua chiesa, anche se più che il Padreterno a intervenire in questo caso dovrebbero essere le istituzioni. «Tutto è nato, un anno fa – racconta Bonci –. La messa veniva detta in uno spazio esterno di fronte alla chiesa inagibile, ma in inverno era un problema. Cosi parlando è nata questa possibilità che a noi fa molto piacere. Il circolo è aperto in rare occasioni, quando ci ritroviamo noi soci e soprattutto in estate con la classica festa che accoglie migliaia di persone. Questo appuntamento oltre ad essere importante per la comunità ci permette di tenere il circolo vivo».

E pensare che tanti anni fa una cosa del genere non si sarebbe potuta nemmeno immaginare. A San Donato quelli del circolo erano stati tutti scomunicati. «Doppia scomunica – racconta Vieri Cipollini, socio del circolo e memoria storica del paese –. Il prete che era qui negli anni ‘50 aveva interdetto i comunisti. Una scomunica che era stata raddoppiata quando fu costruita la casa del popolo proprio di fronte alla chiesa. Era parso un vero affronto». L’atmosfera era proprio quella, a confermarlo anche don Renato. «Quando ero seminarista e andai a prendere il caffè al circolo – racconta durante la messa – il rettore mi fece una bella ramanzina». Oggi tutto è cambiato niente divisioni tutti sono uniti nel nome di San Donato. «Questa casa del popolo era caduta in malora – spiega Bonci –. Vent’anni fa siamo stati noi soci a ripulirla e ristrutturarla mattone per mattone. Oggi non possiamo farlo materialmente con la chiesa, ma tutti noi paesani ci stiamo impegnando affinché torni ad essere utilizzabile».

D’altronde, da sempre, i simboli di una comunità sono la chiesa e il circolo. E senza quelli non si può stare. 

L’insolito accostamento tra un...
L’insolito accostamento tra un manifesto dell’Arci e “La Domenica” (il “foglietto” della messa)

COME AIUTARE LA RISTRUTTURAZIONE

Il comitato insieme per San Donato si sta impegnando per salvare la chiesa della frazione che rischia di crollare. Il terreno argilloso che si trova sotto di essa sta franando e la struttura della chiesa è compromessa. Serve un intervento da 130.000 euro per salvare l’edificio di proprietà della curia. La chiesa è stata inserita tra i loghi del cuore del Fai ed è la 13ª struttura più votata in Italia. «Abbiamo raccolto circa 4.200 firme – spiega Irene Massaini, rappresentante del comitato – contiamo di riuscire ad averne altre». Per votare c'è tempo fino al 30 novembre, basta collegarsi al link https://www.fondoambiente.it/luoghi/san-donato-in-greti-vinci?ldc e cliccare. Presto poi come annunciato durante la messa, don Renato Bellini i incontrerà il vescovo per parlare della situazione della chiesa di San Donato.
 

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