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Girando per le terre di Leonardo, da Anchiano alla chiesa di Santa Croce

I luoghi simbolo del Genio ed un suggestivo percorso che abbina storia, aneddoti e gusto. A Vinci la tappa finale di "Un'altra estate": il programma

VINCI. Un viaggio nella terra del Genio, attraverso i sapori e le bellezze. Per scoprire le eccellenze del borgo, tra ricette, degustazioni e aneddoti legati ai segreti della cucina e del buon cibo, con i vini Doc e Docg, l’olio Igp e la schiacciata con l’uva. Tutto questo sarà possibile domenica 9 settembre a Vinci, dove andrà in scena la festa finale di “Un’altra estate”, la rassegna organizzata da Il Tirreno e Regione Toscana.

Una gita a Vinci (che si prepara a celebrare nel 2019 il 500° anniversario dalla morte di Leonardo) è sempre, comunque e per chiunque, una sorta di pellegrinaggio laico alla scoperta degli angoli più reconditi dell’immaginario leonardiano. Ne rimane memoria nel celebre diario vinciano – intitolato Gita a Vinci appunto – di Gustavo Uzielli e di Telemaco Signorini, che qui arrivarono alla scoperta delle orme del grande Leonardo nel 1872.

Si va a Vinci per carpire i segreti del genius loci, poi accade che vi si rimanga più a lungo, colpiti dalla quantità di luoghi spesso sconosciuti per il turismo di massa che si possono apprezzare con calma e tranquillità. Come ogni località mèta di “pellegrinaggio”, anche a Vinci ci sono tappe obbligate, senza il completamento delle quali non si può dire di aver visto la città.

I quattro luoghi simbolo del pellegrinaggio leonardiano a Vinci sono nell’ordine la casa natale ad Anchiano, autentico scrigno della memoria dell’eredità del Genio adagiata sulle colline a circa tre chilometri dal centro e raggiungibile anche a piedi attraverso la “strada verde”, il Museo Leonardiano nel capoluogo, dislocato nelle due sedi della palazzina Uzielli e del Castello dei Conti Guidi (che sarà oggetto della visita guidata di domenica 9 alle ore 17), il medesimo castello medievale risalente nel suo nucleo originario addirittura al 1150, e la chiesa di Santa Croce, luogo simbolo del battesimo di Leonardo da Vinci.

La visita al borgo racconta di un luogo che nel corso dei secoli si è trasformato in funzione del personaggio al quale ha dato i natali; proprio così, il borgo ha assunto via via l’aspetto che doveva avere al tempo in cui per le sue strade camminava il giovane Vinciano prima di conoscere Firenze, Milano, Roma, l’Italia, la Francia. Prima di diventare l’artista più celebre di sempre, nel momento più importante per la sua vita, quello della formazione.

Tuttavia il paese, conscio dell’importanza che riveste nell’immaginario collettivo universale, ha continuato a trasformarsi, sempre nel segno del Genio. E allora, in parallelo, nel bel mezzo del viaggio alla scoperta degli angoli medievali che il visitatore della città del Genio assapora, fra angusti vicoli e inaspettati scorci del turrito maniero dei conti Guidi che appare quando meno te lo aspetti parandosi davanti in tutta la sua imponenza, possiamo trovare anche un raffinato percorso dedicato all’arte contemporanea, cominciando dal cavallo di Nina Akamu, scultura in bronzo tratta da disegni di Leonardo per il monumento milanese a Francesco Sforza mai realizzato, collocata nella parte bassa del paese nel 2001; passando per l’”Uomo di Vinci” di Mario Ceroli, simbolo dell’umanesimo quattrocentesco immerso nel paesaggio vinciano, rielaborazione del celebre disegno dell’uomo vitruviano custodito alla Galleria dell’Accademia di Venezia, per culminare, dopo una breve sosta per vedere il ciclo scultoreo in bronzo di Cecco Bonanotte custodito nel battistero della chiesa di Santa Croce, all’ammirazione della fantasmagorica piazza disegnata da Mimmo Paladino nel 2006 ricca di simboli leonardiani e ingresso ideale del Museo Leonardiano. Una porta d’ingresso a Vinci, sempre nel segno di Leonardo.

Ce ne sarebbero molti altri, di luoghi simbolo, disseminati per il territorio, come la pieve di Sant’Ansano in Greti, monumento romanico appena restituito al culto dopo un lungo e laborioso restauro, la valle dei mulini con gli opifici andanti ad acqua disegnati e descritti da Leonardo in vari manoscritti, la chiesa di Santa Maria a Faltognano all’interno della quale lo stesso Leonardo ha visto opere pittoriche di straordinaria importanza, il mulino della Doccia, la chiesa di San Lorenzo ad Arniano, il taglio di Collegonzi ed i suoi fossili. Insomma, quello di Vinci è un territorio che parla di Leonardo in ogni pietra che si incontra. E domenica ci sarà un’occasione speciale per scoprirlo. 

 

IL PROGRAMMA

“Un’altra estate” si chiude domenica 9 settembre a Vinci, dopo le tappe a Marciana Marina, Chianni, Pitigliano, Piombino, Montecarlo e Colonnata. Alle 17 in piazza del Castello, ritrovo per la visita alla sezione del Museo Leonardiano nel castello dei conti Guidi. Alle 17.30, nella terrazza panoramica gli interventi: Stefano Ciuoffo,

assessore regionale al turismo; Luigi Vicinanza, direttore de Il Tirreno; Giuseppe Torchia, sindaco di Vinci e di Paolo Santini, assessore alla cultura. Poi spazio a produttori (con degustazioni gratuite) e ristorazione locale: nei menu anche il “piatto del tempo di Leonardo”.
 

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