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Resort e fattoria bio nella Villa di Petriolo in arrivo 40 posti di lavoro a Cerreto

La maxi-tenuta di 160 ettari acquistata da un gruppo messicano con il supporto di un imprenditore di San Miniato 

CERRETO GUIDI

C’è un orizzonte all’insegna del turismo e dell’enogastromia nel futuro della storica villa di Petriolo, sulle colline di Cerreto Guidi. Un futuro fatto di accoglienza e ruralità, di lusso senza fronzoli e insieme riscoperta della campagna toscana. Un futuro che, in una parola, punta a trasformare la villa e la sua tenuta in un eco-bioresort. È questo l’obiettivo dei nuovi proprietari che, nell’ultima asta del 29 maggio, si sono aggiudicati la maxi tenuta (160 ettari in tutto) appartenuta fino a pochi anni fa alla famiglia Maestrelli. Protagonista dell’operazione un gruppo messicano operante nel settore della moda, guidato dall’imprenditore Hector Cuadra, portato sulle colline di Cerreto dal sanminiatese Daniele Nannetti, già titolare e gestore di due alberghi nella vicina città della Rocca.

«Ho trovato un socio che ha creduto nel mio progetto e nelle potenzialità di questo posto», racconta Nannetti mentre ci accompagna fra le mura della villa, pronta ad accogliere i lavori di ristrutturazione che partiranno già questa settimana. Il tutto con l’obiettivo di mostrarla al pubblico per la Festa della Vendemmia 2019, in vista dell’inaugurazione vera e propria che avverrà negli ultimi giorni dell’anno, «in modo – spiega Nannetti - da rientrare nelle celebrazioni per il 500° anniversario della morte di Leonardo».

Nata già nel Medioevo come possedimento dei conti Guidi, lungo la strada che all’epoca collegava Fucecchio a Cerreto, la storia di Petriolo è legata soprattutto alla nobile famiglia degli Alessandri che gli conferì l’aspetto attuale a partire dal ‘500.

Abbandonata da alcuni anni dopo le vicissitudini dei Maestrelli che l’avevano acquistata negli anni ’60, la villa sarà restaurata per accogliere una struttura che unirà resort e fattoria biologica. «In Toscana, anche per la sua storia – dice Nannetti – questi progetti sono partiti quasi sempre dal vino per poi allargarsi all’accoglienza. Noi puntiamo a fare sintesi: non vogliamo solo vendere il nostro vino e i nostri prodotti, ma vogliamo che le persone vengano qui a vivere e a conoscere queste campagne».

In base al progetto dell’architetto Marco Giglioli di Castelfiorentino, la villa di Petriolo ospiterà 49 camere e 2 ristoranti, uno gourmet e un altro legato alla tradizione locale, insieme ad un punto vendita dei prodotti della tenuta, a due cantine, ad un centro benessere e a spazi per eventi e degustazioni.

Strutture che, una volta a regime, porteranno circa 40 posti di lavoro tra full time e part time. «L’obiettivo è stare su un livello alto – riprende Nannetti – rispettando gli standard dei grandi circuiti di lusso ma ad un prezzo accessibile. Il comfort dei locali sarà dato prima di tutto dalla natura che ci circonda, mentre la struttura non farà uso di metano ma sarà alimentata da solare termico e fotovoltaico. Ad ogni modo non sarà un resort off-limits: ci sarà un giardino interno e una piscina per gli ospiti, ma i ristoranti e il negozio saranno aperti a tutti, mentre la tenuta sarà liberamente accessibile dalle persone che già adesso sono abituate a passeggiare per queste campagne. Quindi non costruiremo muri, anzi: abbiamo deciso di recuperare la strada che collega Petriolo alla Valbugiana e quindi a Fucecchio, in modo da riaprire il collegamento con il Valdarno». I nuovi proprietari, del resto, hanno già allacciato rapporti con l’amministrazione per portare i futuri turisti alla scoperta di Cerreto puntando sul “brand” internazionale dei Medici.

Tutto, alla fine, ruoterà attorno al vino e all’esperienza della campagna toscana. «Sarà un’operazione di recupero – spiega l’architetto Giglioli – in cui il turismo non è l’unica mission, ma piuttosto un elemento di equilibrio per la gestione del territorio agricolo». —