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la struttura del pozzale 

L’ex carcere modello deserto da 2 anni, incuria e burocrazia fanno slittare i lavori

Piano da 800.000 euro dell’Asl per ospitare 21 malati psichiatrici in una Rems a Empoli: «Entro fine 2018 pronti i primi 9 posti»

EMPOLI. Nell’estate 2016 bastarono pochi giorni per cancellare un carcere femminile all’avanguardia insieme alla sua storia, lunga 19 anni, fatta di reinserimenti nella società di donne riabilitate dopo essersi lasciate alle spalle storie di droga (soprattutto). «Deve ospitare una Rems, tra pochi mesi». E questo bastò per spazzare via tutti i progetti che lo caratterizzavano (teatro, coltivazioni agricole, sartoria, laboratori di scrittura con la scuola, attività motoria, corsi di cucina).

Il governo aveva commissariato la Regione per non avere rispettato la scadenza fissata per il superamento dell’Opg (poi chiuso nel 2017) e il commissario Franco Corleone indicò come soluzione la chiusura della struttura di Pozzale, trovando il pieno avallo del Ministero, che l’aveva già messo nel mirino perché considerata fuori dai parametri dei costi. Da quel momento iniziò, puntualmente, il balletto delle date per la conversione in residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (per gli autori di reato affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi). L’allora ministro della giustizi a Andrea Orlando, fissò addirittura per l’inizio del 2017 la fine dei lavori di conversione.

L'interno della struttura che...
L'interno della struttura che ospiterà una Rems (Foto Agenzia Carlo Sestini)


Una data posticipata a più riprese, per i “soliti” motivi burocratici, che hanno fatto slittare tutta l’operazione di un anno: soltanto a fine 2017, infatti, l’Agenzia del Demanio ha finalmente trasferito a titolo gratuito la proprietà. L’Asl è diventata proprietaria della casa circondariale di Empoli il 21 dicembre scorso.

Il progetto prevede la realizzazione della Rems in due fasi: prima per 9 pazienti, poi per altri 12. «L’importo dei lavori di ciascuna fase è di circa 200.000 euro. Il quadro economico – spiega l’Asl – non è la semplice somma dei due importi dei lavori ma comprende anche altre voci come le spese tecniche, l’Iva sui lavori e sulle spese tecniche, gli arredi, le attrezzature, gli allacciamenti, per un totale complessivo di 800.000 euro».

I lavori del primo step sono stati aggiudicati alla fine di gennaio 2018 ad un raggruppamento temporaneo di imprese formato dalla ditta Olv di Empoli e dalla Lauria Antonio di Grosseto: «Il contratto è stato stipulato nei primi giorni di aprile e la consegna è stata fatta il 7 maggio. I lavori sono stati regolarmente avviati ma quelli della prima fase riguardano essenzialmente parti interne dell’edificio per cui non risultano visibili dall’esterno. La durata era inizialmente prevista in 90 giorni ma a causa di alcune problematiche rinvenute nella struttura hanno portato ad allungamento dei tempi».

L'ingresso dell'ex carcere di Empoli...
L'ingresso dell'ex carcere di Empoli (Foto Agenzia Carlo Sestini)


Un ulteriore slittamento causato dalle condizioni degli «impianti esistenti a causa del fatto che la struttura è rimasta chiusa per molto tempo. I lavori dovrebbero comunque terminare a fine settembre e una volta arredata la struttura si potrà procedere con la sua attivazione a fine anno per i primi 9 pazienti». A quel punto «si procederà – conclude l’azienda sanitaria Toscana Centro – ad appaltare i lavori della “fase 2”». 

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