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Caracosta ai piedi di Yuri trionfo all’ultimo respiro

Del Picchia vince la corsa sui troppoli di spareggio contro Porta al Palagio  e il drappo si colora di bianconero dopo una serie di sfide appassionanti

CERRETO GUIDI

Il drappo del cinquantennale del Palio del Cerro è stato combattuto, conteso, appassionante fino allo stremo. Soltanto allo spareggio Porta Caracosta ha prevalso su una Porta al Palagio determinata e coraggiosa, che giocava col lutto al braccio in ricordo di Leo Squilloni, protagonista della contrada, scomparso ad aprile.

La serata è iniziata con una sfilata delle contrade ridotta, dopo imponente corteggio storico andato in scena venerdì sera, che ha riscosso consensi dall’ampio ...

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CERRETO GUIDI

Il drappo del cinquantennale del Palio del Cerro è stato combattuto, conteso, appassionante fino allo stremo. Soltanto allo spareggio Porta Caracosta ha prevalso su una Porta al Palagio determinata e coraggiosa, che giocava col lutto al braccio in ricordo di Leo Squilloni, protagonista della contrada, scomparso ad aprile.

La serata è iniziata con una sfilata delle contrade ridotta, dopo imponente corteggio storico andato in scena venerdì sera, che ha riscosso consensi dall’ampio pubblico, tanto da fare il tutto esaurito sulle tribune di piazza Vittorio Emanuele. A giurare di fronte a Madonna Isabella de’ Medici, impersonata dalla sindaca di Cerreto Simona Rossetti, e a Cosimo I°, al secolo Paolo Menichetti, i quattro capitani di contrada: Marco Pisano per i bianconeri di Caracosta, Emanuele Prosperi per i giallorossi di Fiorentina, Alessandro Borromeo per i biancorossi di Palagio e Siliano Antonini per i biancazzurri Santa Maria al Pozzolo. Nella prima semifinale del tiro alla fune, Caracosta ha tirato via gli uomini di Pozzolo senza nessun problema, mentre nella seconda semifinale è stata Porta al Palagio a vincere su Porta Fiorentina, in una gara combattuta. Due successi che si riveleranno poi determinanti per la vittoria del drappo. Nel tiro con la balestra il migliore e più preciso è stato Gianmarco Colangelo di Caracosta con 144 punti, 3 soltanto dal record stabilito sempre da lui lo scorso anno, accompagnato dal maestro d’armi Paolo De Luca.

Dietro di lui Massimo Iallorenzi di Palagio ad un solo punto di distanza, per cui si parla di una freccia spostata veramente di millimetri. A seguire Iari Biagiotti di Pozzolo e Andrea Cecchini di Fiorentina. Tra le dame del lancio degli anelli, Porta Santa Maria al Pozzolo ha aperto con il botto.

Precisa e concentratissima Francesca Mancini è tornata sul palco dopo un anno di assenza ed ha fatto 10 centri su 10 cerchi disponibili. Per le dame che hanno lanciato dopo di lei il confronto immediato era inevitabile. Soltanto 5 i centri di Caracosta con Sara Torregrossa, che ha conquistato 1 punto. Due i punti per Fiorentina con 6 centri e tre per Palagio con 7 centri. La corsa nella bigoncia è stata determinante per la conquista del drappo da parte dei bianconeri. Su tutti ha prevalso Alberto Petrilli di Caracosta, che in varie passate edizioni era salito sul palco come troppolista e che quest’anno si è allenato nella bigoncia, seguito a breve distanza da Palagio con il ritorno di Francesco Brotini, quindi Pietro Bandini di Pozzolo ed ultima Porta Fiorentina, rappresentata dall’ex capitano giallorosso Brando Corsini. Nella corsa sui troppoli, schiacciante vittoria di Fiorentina con il presidente giallorosso Nico Prosperi, seguito da Yuri Del Picchia di Caracosta e Lorenzo Giovannini di Palagio. Ultimo Simone Opuratore di Pozzolo.

Dopo quest’ultima corsa, Caracosta e Porta al Palagio si sono trovate a distanza di un punto, coi bianconeri a 12 e i biancorossi a 11. La vittoria, sofferta, di Palagio su Caracosta nell’ultima tirata di fune, le ha portate ad una nuova parità che ha reso necessario il gioco di spareggio: la corsa sui troppoli. L’onore e l’onere dell’ultima sfida è toccata a Del Picchia per Caracosta e Giovannini per Palagio. Il troppolista del Palagio ha fatto un errore, mentre quello della Caracosta ha mantenuto i nervi saldi e portato così il drappo dipinto da Dario Ballantini nelle cantine di via Verdi. —