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Bruciati con i giochi 22 milioni in 6 mesi nel circondario

Una sala slot (foto d'archivio)

Lotterie, slot machine, gratta e vinci e scommesse: persi 85 euro al minuto. Fucecchio, Cerreto, Vinci e Castelfiorentino al top della classifica

EMPOLI. Il primo semestre dello scorso anno, l’ultimo periodo di riferimento per i dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, fa segnare ancora una volta numeri altissimi sul fronte del gioco d’azzardo. Oltre 92 milioni di euro giocati nell’Empolese Valdelsa, dei quali ben 22 milioni andati in fumo. Facendo una stima sulla popolazione è come se ciascuno dei residenti nel circondario avesse speso in media 465 euro per giocare. Un trend che solo apparentemente sembra in leggero calo rispetto al dato relativo all’anno precedente, ma che in realtà non tiene conto del fatto che «i picchi di giocate si concentrano generalmente in estate e sotto le feste natalizie», come spiega Filippo Torrigiani, consigliere comunale di Empoli da sempre attivo sul tema del gioco e consulente della commissione parlamentare antimafia.

Nel 2016, infatti, nel complesso il monte giocato in lotterie, slot machine, gratta e vinci e scommesse arrivò a quota 217 milioni di euro. E questo senza considerare il gioco online, che non rientra tra le voci censite dall’agenzia e che rappresenta un altro fenomeno in fortissima ascesa specie tra i più giovani. Una montagna di denaro che di anno in anno esce dalle tasche dei cittadini degli undici comuni e che ci rientra solo marginalmente per essere, nella maggior parte dei casi, “reinvestito” in giocate.

I dati dell'Empolese Valdelsa


Considerando, dunque, la propensione al gioco nei periodi di festa (estate e Natale, che sono esclusi dal computo dei primi sei mesi dell’anno) anche il 2017 sembra affermarsi come anno nero dell’azzardo nell’Empolese Valdelsa. Che se non si può definire una capitale del gioco – in realtà la media di soldi buttati nel territorio è inferiore a quella nazionale, che ha sfondato quota 600 euro pro capite – si mantiene comunque in una posizione non certo incoraggiante da questo punto di vista. Basta fare due conti per contestualizzare le dimensioni del problema.

Al netto dei soldi usciti e rientrati nelle tasche dei giocatori (le vincite ammontano al 75% dei giocato) e tenendo presente solo i soldi effettivamente persi, ogni giorno sono andati in fumo nel circondario 122.427 euro.

Così è stato dal primo gennaio al 30 giugno dello scorso anno. Ad ogni scoccare di minuto 85 euro sono stati fagocitati dall’enorme mostro dell’azzardo. Scendendo nel dettaglio territoriale, i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli disegnano una spirale che coinvolge alcuni comuni molto più di altri. Ci sono aree, infatti, dove il gioco è nettamente più praticato che altrove e in questo ci rientra ovviamente la popolosità, così come la minore o maggiore presenza di sale da gioco e di centri scommesse. Ma tutto ciò non sembra bastare a spiegare un fenomeno di questo tipo.

Ciò che emerge è che i grandi campioni dell’azzardo sono Fucecchio, Cerreto, Vinci e Castelfiorentino. In questi comuni sono stati giocati rispettivamente una media pro capite di 853, 836, 766 e 715 euro. Ovvero quasi il doppio rispetto a alla media del circondario. Mentre i numeri “premiano” Gambassi, Montespertoli e Capraia e Limite, dove ciascun residente ha puntato una cifra di poco superiore ai cento euro. A livello assoluto il comune dove è stato speso più denaro per il gioco d’azzardo è ovviamente Empoli. Qui, nei primi sei mesi dello scorso anno la raccolta totale è stata di 23 milioni e 118mila euro con un ammontare pro capite di 477 euro. Mentre a Fucecchio, che ha una popolazione più che dimezzata rispetto al capoluogo, si è arrivati a poco meno di 20 milioni di euro. Castelfiorentino e Vinci superano di slancio i dieci milioni di euro giocati in sei mesi: 12,5 nel primo e 11 nel secondo. Il dato che forse stupisce di più, però, è quello relativo a Cerreto. In questo comune, dove risiedono nemmeno 11mila persone, la raccolta totale è stata di 9 milioni e 146mila euro con un’evidente sproporzione rispetto ad altri territori. Situazioni meno eclatanti, ma comunque significative a Montelupo (oltre 7 milioni di euro) e a Certaldo (più di 5 milioni di euro). 

I numeri forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non stupiscono Filippo Torrigiani , consigliere comunale del Pd di Empoli da sempre impegnato sul tema del gioco d’azzardo e da alcuni anni addirittura come consulente della commissione parlamentare antimafia. Ma l’esperto ci tiene a sottolineare la giusta direzione presa dagli ultimi provvedimenti in materia. «Credo che il governo abbia fatto bene – commenta Torrigiani – ad inibire la pubblicità al gioco che spesso, attraverso testimonial d’eccezione, fungeva certamente sopratutto per i giovani come esempio da emulare, senza tuttavia raccontare mai quante sono le reali possibilità di vincita. Altrettanto bene il provvedimento circa l’utilizzo della tessera sanitaria per accedere alle slot, questione che pongo da anni, ma che tuttavia va rivolto anche a tutte le altre tipologie di gioco. Attraverso la tracciabilità e l’anagrafe tributaria, infatti, si inibisce il gioco ai minori e sopratutto si può contrastare il riciclaggio di denaro sporco». Ma tanto lavoro rimane ancora da fare. «A partire proprio dalla questione della tassazione sui giochi e del pay out – spiega – ovvero ritorno in vincite, attualmente troppo “diseguale” in alcuni giochi come pure alcuni aggi agli esercenti che andrebbero certamente ridotti».