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coinvolti anche i migranti 

Padule rifugio di incivili giornata di mobilitazione per raccogliere i rifiuti

FUCECCHIOIl Padule è un gioiello a cavallo fra le province di Pistoia e di Firenze, la più grande area umida d’Europa, “rifugio” per gli animali e per la biodiversità in genere. Ma se è rifugio per...

FUCECCHIO

Il Padule è un gioiello a cavallo fra le province di Pistoia e di Firenze, la più grande area umida d’Europa, “rifugio” per gli animali e per la biodiversità in genere. Ma se è rifugio per gli uccelli, lo è anche per gli incivili che abbandonano i rifiuti, che poi nei periodi di piena “scendono” il Padule e da nord vanno a sud, nella zona fiorentina.

Per questo sabato 8 settembre ci sarà un’iniziativa proprio dedicata a questo tema: i migranti ospitati a Fucecchio parteciperanno alla raccolta dei rifiuti, nella zona di via Salanova, insieme a chi vorrà poi unirsi all’azione di pulizia; sarà poi il consorzio di bonifica Basso Valdarno a ritirare i sacchi con lo sporco “scovato” nell’area del Padule a Massarella. Un intervento per tenere quanto più possibile pulito il Padule, che soffre principalmente per due problemi: l’interramento del cratere e appunto l’inquinamento, non dato soltanto dal singolo (seppur deplorevole) abbandono di rifiuti. Nei prossimi giorni, comunque, verranno resi noti i dettagli di questa iniziativa. La quale si inserisce in un contesto ben più ampio, fatto di maxi interventi di rinaturalizzazione del Padule e di mitigazione del rischio idraulico.

Nella parte pistoiese, ad esempio, il consorzio sta portando avanti la realizzazione di un invaso da 34mila metri quadri e 54000 metri cubi d’acqua: si tratta dell’invaso del coccio, a Ponte Buggianese, che fungerà da “deposito” di acqua che si riempirà in inverno e che nella stagione calda – tramite un sistema di canali, sottobacini e cateratte – alimenterà il Padule nel periodo di siccità. In questo momento è in corso la bonifica bellica, con circa 3000 carotaggi, a cui dovrà seguire il collaudo del Genio militare. L’opera ha una durata di 3 anni (nell’area contigua al cratere palustre si può lavorare solo da metà luglio a metà settembre). Il consorzio ora si sta occupando della parte pistoiese e intende intervenire anche a Larciano, con un altro invaso per l’alimentazione della Paduletta di Ramone.

Intanto vanno avanti anche interventi per la tutela delle specie autoctone, da difendere rispetto a quelle infestanti, come nutrie e gamberi killer della Louisiana, che stanno modificando l’ecosistema

palustre, portando alla scomparsa o alla forte diminuzione di specie di interesse comunitario e di formazioni vegetali un tempo abbondanti. Le nutrie, ad esempio, scavano gli argini, diminuendone involontariamente il “potere” di contrasto delle acque. —

MARCO SABIA

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