Quotidiani locali

A Cerreto Guidi si festeggia i 50 anni del Cerro con una serie di eventi 

Un Palio nato dalla rivolta di alcuni giovani

La storiaIl Palio del Cerro giunge sabato 1° settembre al fatidico traguardo del mezzo secolo di vita. Per una manifestazione complessa come quella cerretese, tuttavia inserita in una realtà di...

La storia

Il Palio del Cerro giunge sabato 1° settembre al fatidico traguardo del mezzo secolo di vita. Per una manifestazione complessa come quella cerretese, tuttavia inserita in una realtà di piccola cittadina, l’impresa è sicuramente di tutto rispetto. D’altronde, quando si parla del Palio del Cerro, si parla di una manifestazione storica che, nel circondario, è una delle più longeve. Un appuntamento imprescindibile per i cerretesi, nel primo sabato di settembre: il Palio del Cerro si tiene a Cerreto Guidi sin dal 1969 e da allora è sempre stato disputato.

La storia della nascita di questa manifestazione parla di giovani, di inventiva, voglia di fare e amore per il paese, tutti elementi che si mescolavano con la primavera del 1969. La storia narra infatti che la sera di mercoledì 16 aprile 1969, nella sala del consiglio comunale, a quei tempi l'anticamera dell'ufficio del sindaco Mario Benvenuti, venne fatta una riunione per discutere sulle attività della Pro Loco nel 1968. Subito i membri del consiglio della Pro Loco si trovarono in netto contrasto fra loro. Si formarono due schieramenti che si potrebbero definire: il gruppo degli anziani e il gruppo dei giovani. I giovani erano: Sergio Brotini, Luciano Cinotti, Siro Innocenti e Bruno Fiumi, che contestavano l'enorme spesa fatta per il catalogo della mostra di pittura, a quei tempi un grande avvenimento per il paese.

Quella sera, dopo l'esposizione dei bilanci, dai quali risultava un attivo di un milione esatto, fu stabilito che la somma sarebbe stata equamente divisa fra i due gruppi. I “giovani” chiamarono a loro volta altri “giovani” sempre cerretesi. Inizialmente l’idea fu quella di sfruttare il perimetro circolare del centro storico cittadino e di utilizzarlo come percorso per il gioco dell’oca. Fu Luciano Artusi, capo in pectore del calcio storico fiorentino, a buttare per primo l’idea di una rievocazione storica con corteggio e giochi ai piedi della villa medicea: quello che proprio nel 2018 compie 50 anni. Nomi e colori delle quattro contrade che dovevano sfidarsi di fronte a Madonna Isabella De’Medici e in onore di Santa Liberata, compatrona del paese, furono decisi a tavolino. Tanto era il lavoro da svolgere, anche manuale, ma l’intera comunità iniziò pian piano a partecipare: le donne cucivano bandierine e vestiti, i ragazzi portavano le sedie, una cinquantina di persone erano già disponibili a vestirsi con pesanti abiti di velluto nella calura di fine agosto per il primo corteo storico, al quale prese parte ovviamente anche il calcio storico fiorentino. Sin dalla sua prima edizione, il Palio del Cerro fu un successo.

Negli anni a venire, in 49 edizioni tutte regolarmente disputate (soltanto una non è stata assegnata), le quattro contrade hanno iniziato a camminare con le proprie gambe. Oggi ognuna delle quattro fazioni ha musici e sbandieratori, addirittura Porta al Palagio ha anche un corpo di guardia con

colubrina funzionante.Ad affrontarsi da allora sono sempre state le quattro contrade cittadine, Porta Caracosta, Porta Fiorentina, Porta al Palagio, Porta di Santa Maria al Pozzolo, in una serie di giochi che ricalcano quelli in auge ai tempi di Isabella. —

SARA BRUNI

TrovaRistorante

a Empoli Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro