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Professionisti contro gli incendi, i volontari cambiano pelle

Volontari della Racchetta di Montelupo (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Le associazioni Vab di Limite e La Racchetta Montelupo alle prese con la burocrazia sempre più pesante e i corsi da seguire      

EMPOLI. Alleati dei Comuni e del territorio ma con pochi volontari all’attivo: è questa la situazione delle molte associazioni di volontariato per la protezione civile e antincendi boschivi del territorio. Pochi ma buoni, come si soul dire, visto che le associazioni dell’Empolese Valdelsa, bersagliate dalla burocrazia e con meno ricircolo di reclute rispetto ai decenni scorsi, continuano il loro duro lavoro malgrado tutto. Il volontariato è diventato, nel corso dei decenni, sempre più soggetto alla burocrazia e alle regole ferree. Un gesto così puro e semplice, che deriva dalla bontà umana e dalla volontà di aiutare, sembra caduto nel duro tranello della rigidità.

E se da un lato l’aver posto maggiori vincoli ai volontari (come corsi di formazione e aggiornamento obbligatori piuttosto che visite mediche specifiche) ha giovato sia alla preparazione dei volontari stessi che alla loro sicurezza e salute, dall’alto lato un po’ ridotto il numero di chi vorrebbe invece gettarsi, un po’ allo sbaraglio, all’interno di queste associazioni per prestare il proprio contributo. Chi varca per la prima volta la porta del mondo dell’associazionismo, e soprattutto quello inerente la protezione civile e incendi boschivi, si troverà di fronte una serie di adempimenti (doverosi) che possono disincentivare chi davvero non è totalmente motivato o chi, magari per motivi medici, non può prendere parte ad alcune mansioni. Il settore è molto complesso e richiede pertanto delle caratteristiche e delle conoscenze specifiche da parte dei propri volontari. Spesso i lunghi corsi serali per le abilitazioni, oppure un lavoro troppo rigido e che non consente di coltivare in parallelo i doveri di un volontario operativo, possono far crollare i numero dei nuovi associati.

I volontari della Vab di Limite sull'Arno

LA SCHEDA/1: VAB LIMITE SULL'ARNO

Era il 1994 quando la Vab aprì la sua sede nel Limitese, a distanza di 20 anni dall’inizio dell’avventura Vab in Toscana. In territorio nazionale, è un'associazione che ha saputo coinvolgere tante regioni, ultima delle quali l'Abruzzo. La Vab appare oggi, all’interno dell’Empolese Valdelsa, una delle realtà più importanti e in stretta collaborazione con il Comune. «I nostri volontari operativi hanno quasi tutti un lavoro dipendente, per tanto possono prestare servizio dopo il lavoro o in caso di particolari emergenze - spiega Luca Paoli - dipende ovviamente anche dai periodi e dalle casistiche». Nel corso degli anni le competenze della Vab sono cresciute sensibilmente: si passa dalla pubblica utilità alla cattura dei cani randagi ma anche in aiuto durante le manifestazioni oltre che le competenze classiche dell’associazione, ovvero protezione civile e antincendi boschivi. «Questo è un momento non facile per il volontariato - aggiunge - Spesso le persone hanno situazioni lavorative difficili e usuranti quindi può capitare che non ci sia la voglia di prestare servizio per un'associazione».
 

LA SCHEDA/2: LA RACCHETTA MONTELUPO

La prima sede de La Racchetad essere fondata fu quella di Scandicci nel 1972. «Si chiama la Racchetta perché la prima sede che il Comune le concesse, era all’interno di un circolo tennis - racconta Riccardo Gaetani - ma qui a Montelupo ci siamo costituiti nel 1986 e non abbiamo mai cambiato sede». Anche La Racchetta rappresenta uno dei fiori all’occhiello per l’antincendio boschivi: con una media di circa 50 interventi, l’associazione ha all’attivo un gruppo molto variegato di volontari che si occupano sia dell’antincendio che della protezione civile. «Il nostro è un gruppo davvero eterogeneo - spiega Simone Innocenti, referente protezione civile - per nostra fortuna abbiamo sia studenti che pensionati, i quali hanno molto tempo da regalare all’associazione, ma anche liberi professionisti e tanti turnisti che quindi possono dedicare del tempo alle varie attività». I turni e i sacrifici, all’interno di una realtà di volontariato ci sono sempre. Nella loro sede, attrezzata con tanto di letti e ogni strumento per vivere, hanno sempre mantenuto il presidio, anche durante quest’annata più fortunata. L’umidità non ha comunque frenato la voglia di aiutare perché malgrado l’estate 2018 sia stata clemente con i boschi dell’Empolese Valdelsa, i ragazzi de La Racchetta hanno comunque prestato servizio sia all’Elba che in altre zone dell’Italia.