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Niente Ibiza, 19 ragazzi scelgono l’Uganda per cambiare il mondo con Shalom - Foto

Festa a Fucecchio per il ritorno dei volontari che hanno completato la “casa della pace” a Mityana: «Emozioni indescrivibili»

FUCECCHIO. Niente Formentera, Ibiza, Lloret de Mar, Mykonos o Gallipoli, bensì Mityana in Uganda. Diciannove ragazzi, grazie al Movimento Shalom, hanno trascorso otto giorni in Africa, a lavorare per il completamento della “Casa della Pace”, costruita dai volontari del movimento fondato da don Andrea Pio Cristiani. Non un viaggio di piacere, ma di lavoro e divertimento, a stretto contatto con la popolazione locale. I diciannove ragazzi (provenienti da tutta la Toscana e addirittura da Bergamo) sono tornati lunedì sera. Ad accoglierli hanno trovato i loro genitori, che li hanno applauditi. Poi è stato il momento di baci e abbracci, come era giusto che fosse. Perché un viaggio di questo genere rappresenta uno spartiacque nella vita di chi lo affronta.

Abbracci al ritorno a Fucecchio
Abbracci al ritorno a Fucecchio

LE TAPPE
L’inizio non è stato dei migliori: i ragazzi son volati – insieme a don Andrea Cristiani e a don Donato Agostinelli – da Pisa ad Istanbul. Qui avrebbero dovuto prendere il volo per Entebbe, ma una serie di ritardi ha rallentato la tabella di marcia. La comitiva ha quindi optato per un veloce giro nella città turca, in attesa del volo per l’Uganda. Poi l’arrivo a Entebbe e il trasferimento in autobus nella città di Mityana, dove ha sede la casa della pace. I ragazzi, dopo aver riposato, hanno pulito la casa e sono stati accolti con una festa d’accoglienza, con musica, balli e canti. Ma c’è stato anche spazio per una partita di calcio (con l’Empoli Fc che ha donato le magliette): Uganda-Italia, vinta dai secondi. Il giorno dopo i ragazzi sono andati a trovare le donne del microcredito Shalom, un sistema per erogare micro prestiti agli abitanti del luogo, intenzionati ad intraprendere un’attività lavorativa (magari in agricoltura). L’esperienza di Shalom in atto ha dimostrato non solo che i prestiti vengono regolarmente restituiti nel 99% dei casi, ma che si crea per i poveri una grande opportunità per uscire dall’umiliazione e dell’esclusione, acquisire dignità e autostima. A metà dell’esperienza il gruppo ha potuto assaggiare per la prima volta la pizza fatta nel forno della casa della pace, mentre alcuni ragazzi hanno tinteggiato i muri interni ed esterni. L’ultimo giorno, invece, è stato un giorno speciale per due ragazzi, Chiara Boddi e Nazareno Zangari: hanno potuto conoscere i bambini “adottati a distanza”. Un incontro che ha lasciato in loro emozioni difficilmente spiegabili. Emozioni che i ragazzi hanno provare a raccontare una volta scesi dall’autobus in piazza Moro a Fucecchio, dove ad attenderli c’era un grande striscione a loro dedicato.

LE TESTIMONIANZE
Ne abbiamo presi 4: due ragazze e due ragazzi, 3 studenti e un’insegnante. Abbiamo chiesto loro perché hanno deciso di intraprendere un viaggio del genere e cosa gli ha lasciato. Chiara Boddi di Fucecchio, ad esempio, in Africa c’era già stata: «Sono voluta tornare perché sento questo continente come la mia seconda casa: la spontaneità, i sorrisi e il coraggio dei bambini sono qualcosa di bellissimo. Tante emozioni, di cui una immensa: ho conosciuta la bambina che ho adottato a distanza e lei mi ha salutato con un “Ciao mamma”». A parlare è una ragazza di 20 anni, studentessa universitaria: nei suoi occhi si percepisce chiaramente l’emozione per quello che ha vissuto. Accanto a Chiara c’è Valeria Baiocchi, insegnante 27enne di Porcari: «Avevo questo desiderio di andare in Africa e finalmente sono riuscita ad esaudirlo. Devo dire che è stata una delle scelte migliori della mia vita. La potenza con cui l’Africa ti arriva addosso non te l’aspetti: è una tempesta di colori, odori ed emozioni». Harry Giannotti, invece, è di Fivizzano, dove il Movimento ha una casa dove organizza i campi estivi: «Volevo provare emozioni nuove, l’Africa l’avevo sempre sognata. Penso di essere tornato più ricco spiritualmente, ho visto che nonostante la povertà queste persone riescono ad essere felici. E da lì ho capito che ricchezza non coincide con felicità. Sono tornato più felice». Infine Nazareno Zangari, 20 anni di Fucecchio: «È stata Chiara a convincermi a fare questa esperienza e devo dire che aveva ragione. Laggiù c’è più vita di quanto uno si aspetti, sono rimasto molto colpito, riuscivamo a capirci anche con un solo sguardo».

I protagonisti di una partita di...
I protagonisti di una partita di calcio a Mityana

IL PLAUSO DEI GENITORI
Ad accogliere il gruppo c’erano i genitori, che oltre a festeggiare i figli hanno scritto anche una lettera: «Che un gruppo di giovani e giovanissimi parta per un viaggio umanitario è una notizia che purtroppo non fa troppo scalpore – scrivono –. Grazie a un gruppo Whatsapp ci siamo sentiti parte del viaggio. Abbiamo lavorato insieme a loro per portare a termine la casa della pace, abbiamo gioito nel vedere le grandiose pizze di Lorenzo (Ferretti ndr) e poi quelle che lui ha insegnato a fare ai ragazzi del posto, ci siamo congratulati per la genialità dei murales, per la bellezza della struttura che sono riusciti a portare a termine. Insomma ci siamo stancati insieme a loro con la stessa gioia e lo stesso entusiasmo. Questo viaggio ha cambiato anche noi, ha riacceso la speranza di poter cambiare il mondo, di poter fare qualcosa. Siamo orgogliosi di essere stati al vostro fianco».

Una cena all'interno della Casa della...
Una cena all'interno della "Casa della pace"

IL PROGETTO
Il viaggio umanitario si inserisce nel progetto della casa della pace in Uganda, iniziata nel 2014 e adesso praticamente terminata. L’idea della Casa della Pace comprende un ostello per la promozione del turismo solidale e un’area di ristorazione con un panificio (i proventi di queste due strutture contribuiranno alla sostenibilità economica del centro), un istituto agrario con annessa una fattoria sociale, gli uffici per la gestione del microcredito e un mercato per la vendita dei prodotti: l’obiettivo è quello di creare opportunità di lavoro ai giovani ugandesi e generare gli utili necessari all’autosufficienza economico-finanziaria del centro. Il progetto è sostenuto dalla sezione di Firenze Brozzi ed è dedicato alla memoria di Massimo Cecchi, ragazzo fiorentino che frequentava il Movimento Shalom e che è scomparso prematuramente. 

Grande commozione per il ritorno dei...
Grande commozione per il ritorno dei volontari dall'Africa

TUTTI I PROTAGONISTI

Questo il gruppo del Movimento Shalom protagonista del viaggio a Mityana in Uganda insieme all’arciprete di Fucecchio monsignor Andrea Pio Cristiani e al parroco di Cerreto Guidi don Donato Agostinelli: Giada Acconci di Fornacette, Giulia Aringhieri di Pontedera, Valeria Baiocchi di Porcari, Giulia Bartolini di San Miniato, Patrizia Bertorelli di Bergamo, Chiara Boddi di Fucecchio, Lorenzo Casapieri di Ponsacco, Lorenzo Ciarfella di Ponsacco, Matilde Donati di San Miniato, Costanza Falaschi di San Miniato, Elia Lorenzo Ferretti di Ponsacco, Harry Giannotti di Fivizzano, Simone Macchi di Ponsacco, Dario Morelli di Pienza, Isakha Nokho di Fucecchio, Gianmarco Patrinostro di Castelfiorentino, Francesco Romeo di Fucecchio, Rebecca Sgherzi di Firenze, Nazareno Zangari di Fucecchio. 



 

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