Quotidiani locali

economia 

Affitti turistici, freno al nero grazie all’accordo con Airbnb

Empolese Valdelsa: patto con le piattaforme on line per gestire il flusso verso le abitazioni private e riscuotere la tassa di soggiorno

EMPOLI. Anche nell'Empolese Valdelsa arriverà la tassa di soggiorno per chi alloggia in strutture private. Dopo l'accordo tra la Anci Toscana e le principali piattaforme online che gestiscono il flusso turistico in abitazioni private (primo tra tutti Airbnb), a partire dal 2019 gli ospiti di queste strutture saranno tenute al pagamento della tassa che nel circondario ammonta ad 1 euro a notte a persona per un massimo di 6 pernottamenti consecutivi. Un provvedimento che potrebbe portare nelle casse comunali qualcosa come 200-300mila euro in più ogni anno, visto che gli introiti della tassa di soggiorno ormai si aggirano intorno al milione di euro.

«La Regione Toscana lo scorso anno ha approvato una legge in cui riordina il mercato ricettivo privato – spiega il sindaco di Certaldo e delegato al turismo dell'Unione, Giacomo Cucini – in sostanza si tratta di un nuovo inquadramento che punta a togliere dall'abusivismo (proprio in queste settimane la guardia di finanza sta effettuando anche nell'area controlli contro gli affitti irregolari, ndc) coloro che affittano un'abitazione di proprietà attraverso le piattaforme online più conosciute e impone loro, attraverso accordi bilaterali, di riscuotere la tassa di soggiorno. Per quanto riguarda i nostri comuni abbiamo voluto attendere di capire come muoversi, ma adesso siamo pronti ad aggiornare il nostro regolamento e ad allargare il pagamento anche a queste strutture».

Il regolamento dovrebbe essere pronto tra l'autunno e l'inverno prossimi e conterrà nuove direttive in materia di riscossione della tassa di soggiorno. La sua applicazione, invece, partirà con il nuovo anno e permetterà ai Comuni di incrementare le entrate da destinare ad interventi a sostegno delle strutture ricettive stesse, alla manutenzione e al recupero dei beni culturali e ambientali e ai servizi pubblici locali. Le stime parlano di un buon 20-30% di turisti e viaggiatori che passano attraverso le strutture private, camere o appartamenti che qualsiasi cittadino nel rispetto di determinati standard introdotti dalla legge regionale può affittare attraverso piattaforme come Airbnb o Homeaway. Un flusso in costante aumento, che finora ha goduto di un beneficio rispetto a quello che invece ha scelto di pernottare in strutture ricettive convenzionali e registrate. I primi, insomma, non hanno mai pagato la tassa, mentre i secondi a partire dal 2012 hanno dovuto sostenere un importo compreso tra 1 e 6 euro per ogni soggiorno. «Ormai la ricezione in strutture private è una realtà in crescita che non possiamo più ignorare – prosegue Cucini – e questo per un fatto di equità, ma non solo. Gli introiti che derivano dalla tassa di soggiorno vengono reinvestiti nel settore turistico e ciò non può che creare un circolo virtuoso che migliora il sistema. Quindi, dopo i primi approcci avvenuti con città più grandi della Toscana e sulla scorta dell'accordo tra l'Anci regionale e Airbnb, contiamo di raggiungere un protocollo di intesa con le principali piattaforme che ci permetta di avviare la riscossione della tassa

attraverso». Per capire le potenzialità basta dare un'occhiata ai dati sugli arrivi a distanza di pochi anni: nel 2013 erano avevano visitato gli undici comuni 154mila persone, mentre lo scorso anno sono state 182mila con un incremento del 18% in quattro anni.


 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Empoli Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro